Intervista a Mario Adinolfi sul poker sportivo
Non c’è due senza tre. In passato ho intervistato il Presidente della F.S.I Giampiero Pagnoncelli quando avevo il vecchio blog sul canocchio, qualche giorno fa ho intervistato il Campione Italiano di dama internazionale il Maestro Luca Lorusso, stavolta faccio un intervista a un personaggio famoso della blogosfera che non ha bisogno di presentazioni perché è conosciuto dal grande pubblico.
Mi riferisco al simpatico Mario Adinolfi http://marioadinolfi.ilcannocchiale.it
JT: Ciao Mario, ti ringrazio per aver accettato di parlare insieme a noi di poker sportivo. Iniziamo l’intervista con la classica domanda del neofita: cos’è il poker sportivo?
Mario Adinolfi: La risposta più banale potrebbe essere tratta dalla normativa vigente. Il poker sportivo è uno skill game, un gioco d’abilità in cui si sfidano da due a dieci persone attorno a tavolo distribuendo un mazzo composto da cinquantadue carte. Ma in realtà il poker sportivo è gioia, è un gioco dove sono testate le migliori qualità della persona: la concentrazione, la pazienza, il coraggio, la fantasia, la resistenza.
JT: Come ti spieghi l’improvvisa esplosione di questa disciplina sportiva nel nostro paese? Non potrebbe correre il rischio di diventare una moda passeggera?
Adinolfi: No, non credo sia una moda, la prova è nei numeri della raccolta delle poker room on line, che supererà i due miliardi di euro nel 2009 e arriverà oltre i tre miliardi nel 2010 anche grazie ai nuovi introiti che saranno garantiti dal cash game on line che verrà liberalizzato. Più in crisi il settore live, che con la chiusura dei circoli che ha seriamente danneggiato il movimento secondo me. Per questo ho fondato con alcuni amici un’associazione, la Italian Poker Players, che utilizza lo slogan della Poker Players Alliance americana: il poker non è un crimine.
JT: Chi sono i migliori giocatori italiani e internazionali?
Adinolfi: Il più bravo è Luca Pagano, anche se gli manca ancora il risultato che lo metta tra i grandissimi italiani di sempre. La sua continuità è impressionante. Massimo rispetto anche per Max Pescatori, che ha pur sempre vinto due braccialetti Wsop e faccio grande tifo per i miei compagni della squadra di Full Tilt, Daniele Mazzia e Alessio Isaia. Tra gli stranieri metto un altro italiano Claudio Rinaldi, che è svizzero di passaporto, anche lui del team Full Tilt. Ma il più forte di tutti è Phil Ivey, le sue capacità di lettura sono clamorose.
JT: In cosa si caratterizza il tuo stile di gioco?
Adinolfi: Ho uno stile molto aggressivo al tavolo, ma anche molto dialogante. Tendo a raccogliere informazioni parlando con gli avversari e non utilizzo né l’Ipod né gli occhiali da sole. Nei primi livelli tendo a giocare any cards any position, perché sono convinto che un tormeo si mette bene se fai chips all’inizio quando di solito gli avversari sono molto timorosi. Nove volte su dieci mi va male, ma quando prendo il largo è difficile fermarmi e grazie a questo stile sono stato il primo italiano ad arrivare a un tavolo finale del World Poker Tour nel maggio scorso a Venezia.
JT: Sia negli scacchi che nella dama (italiana e internazionale) vince sempre il più forte e il più bravo, giammai il più fortunato. Volevo chiederti che ruolo ha la fortuna in questo gioco e se incide nel risultato finale
Adinolfi: La fortuna aiuta nel poker sportivo, è un fattore che non si può eliminare e nel singolo torneo può essere anche determinante. Nel lungo periodo, però, i valori escono fuori. Anche se nessun grande giocatore di poker può esserlo a lungo essendo (o sentendosi) sfortunato.
JT: La federazione di poker sportivo ha intenzione di confederarsi al CONI come le federazioni di scacchi, dama e bridge?
Adinolfi:Credo debba essere quello l’approdo, ma sul piano federale continuiamo a vivere in una condizione di grande confusione. Italian Poker Players, come associazione libera tra giocatori, cercherà di fare chiarezza anche su questo punto. E ci doteremo di un organo di stampa settimanale, PokerWeek, con cui staremo addosso agli interlocutori che non vogliono prestare ascolto ai bisogni reali dei giocatori.
JT: Quali saranno i tuoi prossimi impegni sportivi?
Adinolfi: Dopo l’Ept di Praga che inizierà il 1 dicembre e che sarà l’ultimo impegno internazionale, sarò in pista a Sanremo poco prima di Natale per il campionato italiano a inviti tra i migliori sessantaquattro giocatori del 2009. E’ un torneo a cui tengo molto, per via della copertura televisiva ma anche perché a Sanremo non ho la tradizione favorevole che ho a Venezia e vorrei sfatare questo tabù. Dopo Natale costruirò la mia agenda 2010, con pochi e selezionati impegni su cui mi concentrerò molto, insieme al lavoro per far crescere Italian Poker Players e PokerWeek, che si accompagna alla promozione del mio romanzo “La Ricerca della Costante” che è il primo romanzo ambientato nel mondo del texas hold’em italiano. Insomma, ho molto da fare. Un saluto, ci si vede ai tavoli.
JT: Grazie Mario per l’intervista e in bocca al lupo.

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Jazz, ma come fai a ottenere delle interviste con personaggi cosi’ incredibili?!? Sei troppo un mito!!!
Eheheehehe!
Ci provo eeheeheh! Chissà se in futuro Fabiano Caruana riuscirà a farsi intervistare!
DAVVERO incredibile!!!