Non avrei mai immaginato

Che il cantante di Passerotto non andare via o Strada Facendo (subdolo inno pro migranti scritto nei lontani craxiani anni 80 del XX secolo) fosse un feroce bolscevico, un mangiatore di bambini, un sovversivo, ed un pericoloso “buonista boldriniano!”.

Certo, se un cantante come lui, che ha scritto una canzone cristologica intitolata per l’appunto “Gesù, caro fratello”, venga considerato alla stregua di un sessantottino arrabbiato, vuol dire che non c’è più mondo, e che meritiamo che la nostra democrazia venga brutalizzata da quei bestioni della Lega.

Meglio ascoltare Lee Morgan e Search for the New Land, sicuramente più credibile di passerottino e company e dei salviniani detrattori.