Tacchino freddo (cold turkey)

Chi ha letto l’autobiografia di Miles Davis, sa bene che uno dei motivi per cui il grande musicista all’inizio degli anni 50 cadde nella spirale della tossicodipendenza, fu determinato dalla fine della storia d’amore tra il trombettista e la cantante esistenzialista Juliette Greco. Miles racconta che per liberarsi dalla dipendenza dell’eroina, adottò la tecnica del Cold Turkey (tacchino freddo) che consiste nel disintossicarsi in maniera radicale cercando di resistere ai fortissimi dolori, alla febbre alta e ai brividi di freddo. Una descrizione cruda di questa tecnica la fece il cantante e fondatore dei Beatles, John Lennon nel brano intitolato per l’appunto

Cold Turkey

Temperatures rising
Fever is high
Cant see no future
Cant see no sky

My feet are so heavy
So is my head
I wish I was a baby
I wish I was dead

Cold turkey has got me on the run

My body is aching
Goose-pimple bone
Cant see no body
Leave me alone

My eyes are wide open
Cant get to sleep
One thing Im sure of
I’m in at the deep freeze
Cold turkey has got me on the run
Cold turkey has got me on the run
Thirty-six hours
Rolling in pain
Praying to someone
Free me again

Oh Ill be a good boy
Please make me well
I promise you anything
Get me out of this hell

Cold turkey has got me on the run
Oh, oh, oh, oh

Esiste una versione jazz del brano di Lennon (uno delle prime canzoni pop insieme a Yesterday del duo Lennon e McCartney a diventare standard jazz. Curiosità; uno dei primi a registrare Yesterday come standard jazz fu il trombettista Lee Morgan)
fatta dal trombettista Freddie Hubbard in compagnia di uno splendido gruppo composto da Herbie Hancock al piano elettrico Fender Rhodes, Joe Henderson al sax tenore, Ron Carter al basso elettrico Fender e Lenny White alla batteria, registrato nel 1970 in un album dello stesso Hubbard intitolato Red Clay