The Phantom

Nel 1965  Alfred Lion, storico fondatore e produttore insieme a Francis Wolff, della casa discografica Blue Note, decise di vendere la casa discografica  per poi abbandonarla definitivamente nel 1967; il suo posto di produttore fu preso dal  pianista e compositore Duke Pearson sino al 1969 quando la United Artist divenne la proprietaria del marchio Blue Note al posto della Liberty  cambiando definitivamente la rotta della gloriosa casa . Gli effetti del cambiamento non si fecero attendere; musicisti che avevano registrato in passato album storici la cui qualità è eccelsa, non ebbero successo di pubblico causa  scarsa fruibilità commerciale e pertanto furono costretti a prendere una decisione: artisti come Jackie McLean, Andrew Hill, Bobby Hutcherson, Sam Rivers furono costretti a mollare oppure, come nel caso del vibrafonista Hutcherson, a cambiare direzione per venire incontro ai gusti del pubblico del tempo.  Ormai della spirito della casa fondata nel 1939 da Lion & Wolff non era rimasto più nulla, venivano registrati album il cui contenuto non era certo paragonabile ai capolavori degli anni 50 e 60.

Di quel periodo particolarmente confuso è espressione il brano che vi presento: mi riferisco ad un disco pubblicato nel 1968 da Duke Pearson intitolato The Phantom; tipico brano di ispirazione funky non certo diverso rispetto a classici brani Blue Note quali The Sidewinder del trombettista Lee Morgan o del Watermelon Man di Herbie Hancock, nel quale è possibile ascoltare in sottofondo sia le percussioni che la chitarra elettrica (la svolta jazz-rock è appena iniziata) strumenti che cominceranno ad essere utilizzati sempre più.

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