Il grande Baba Sy

Il damista senegalese Baba Sy è considerato uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi, ecco un documento straordinario.

52 thoughts on “Il grande Baba Sy

    1. L’avevo notata. Tuttavia, a un senegalese che si trovasse a giocare contro un cinquantenne con simpatie per ambienti di estrema destra, ne sconsiglio l’utilizzo. È mossa d’effetto, ma può indispettire.

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    1. Del resto caro Jazz, cosa potevi aspettarti da uno che per il suo blog ha scelto il motto “Meglio essere stronzi che essere ebrei, negri o gay”?

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    1. Non condivido. La battuta contiene ironia, vicenda umana, riflessione morale. L’unica sostanziale differenza con la classica satira sociale sta solo nel fatto che io ho fatto leva su di un understatement anziché sui toni caricaturali.

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    1. Più che prova tecnica di cinismo, la chiamerei prova tecnica di narcisismo. Marcoz è un egocentrico che si innamora delle proprie battute al punto da scambiarle per satira di costume, mentre in realtà sono solo dei grigi sfottò che non lasciano il segno. Non ha certo la stoffa, né le doti di un Vauro.

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      1. Da oggi, ti chiamerò Jazz Profiler Train.

        Comunque, io sono disposto a rivedere le mie posizioni, se mi si dimostra che la mia uscita non ha minimamente le caratteristiche di una battuta satirica.
        Quindi, attendo un’argomentazione illuminante. E, soprattutto, dove avrei “irriso” le vittime di Firenze.
        In alternativa, cioè in assenza di un chiarimento, mi aspetto delle scuse.

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    1. Il sarcasmo è uno dei diversi strumenti – o registri, se preferisce – utilizzati nella satira.
      Il bombardamento è una delle opzioni della guerra.

      L’analogia, a sostegno della tesi che non è possibile parlare genericamente di “differenza”, regge.

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      1. Questo vale sino ad un certo punto, perché la satira per lo più è la caricatura, la parodia di un qualcosa, in genere dei potenti, oppure di certe classi sociali e dei loro vezzi, eccetera; mentre il sarcasmo, nella variante che Lei predilige, quella cinica, è farsi beffe di una situazione o di un evento tragico per eliminarne del tutto – appunto mettendolo in ridicolo – il significato doloroso: in questo caso costruendo con la partita a dama del senegalese e l’estremista di estrema destra assassino un analogon, un parallelo ipotetico di quel che è successo a Firenze.
        Resta il fatto che la Sua “satira” specula sempre e soltanto sulle disgrazie altrui: per questo è becera, vergognosa e spregevole, tutt’altro dalla nobile tradizione della satira.

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      2. Lei fa alcune osservazioni generiche corrette, ma continua erroneamente a mettere il sarcasmo in un mondo a sé rispetto alla satira (senza considerare, poi, che i confini tra sarcasmo e semplice ironia sono spesso incerti).
        Nel mio caso specifico, la storiella ha la stessa funzione della satira caricaturale perché anch’essa è orientata – solo con altro strumento, come ho già sottolineato – ad evidenziare un “difetto”.
        Allo stesso modo, nel mio primo commento, ho voluto suggerire ironicamente che dietro a grandi manifestazioni pubbliche di solidarietà e apprezzamento possa celarsi comunque il razzismo (naturalmente il video è un pretesto, non intendo dire che quello fosse il caso).

        Inoltre, non è molto chiaro quale sarebbe il mio speculare del mio cinismo? Quale sarebbe il mio “guadagno”: forse, qualche commento o apprezzamento sul mio blog?
        Beh, se pensa questo, deve cambiare testi di psicologia. O, semplicemente, prendere ciò che scrivo con beneficio d’inventario.

        In fondo il problema, che inavvertitamente la sta obbligando moralmente a prendere le difese del padrone di casa, sta tutto nel fatto che alla fine della battuta non ci ho messo l’emoticon triste.

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        1. Ho messo il presente video per omaggiare un grande campione che è stato Baba Sy, definito dall’ex campione del mondo Ton Sijbrands uno dei più grandi giocatori di dama internazionale di tutti i tempi, nello stesso tempo è un omaggio al popolo senegalese che ha subito un orribile torto per colpa di un estremista di destra che, a causa della sua folle ideologia, vede il nemico nel nero o nel diverso al punto da uccidere a sangue freddo degli ambulanti la cui unica colpa sarebbe quella di non essere caucasici. Dire che “nel mio primo commento, ho voluto suggerire ironicamente che dietro a grandi manifestazioni pubbliche di solidarietà e apprezzamento possa celarsi comunque il razzismo.” c’è da riflettere parecchio, invece di combattere il razzismo che ha infettato il nostro paese grazie a politici che l’hanno utilizzato per fare carriera, si arriva a sostenere che le proteste contro il razzismo possano nascondere a loro volta una mentalità razzista. Vuol dire che in questo paese c’è da lavorare parecchio e che giustificazioni come quella di Marcoz invece di curare il problema hanno l’effetto di eluderlo. Sembra quasi che il razzismo sia un cancro impossibile da estirpare e con cui dobbiamo convivere. La stessa logica di quel Ministro dei lavori pubblici di uno dei tanti governi berlusconiani che diceva che bisognava convivere con la mafia. Quando si ragiona così, allora mi chiedo che futuro ha un paese come questo?

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  1. Vabbè, mentre il sig. marcoz aspetta le scuse di Jazztrain, noi aspettiamo una vera “prova tecnica di cinismo”: sul plastico della casa di marcoz da Bruno Vespa.

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    1. Dicevo appunto qualche giorno ai miei, mentre cenavamo in cucina: ma voi come fate ad andare a dormire tranquilli, sapendo che in casa ci sono io e questo ceppo di coltelli?

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      1. Nel Suo caso deve trattarsi delle prime avvisaglie di demenza senile, sig. marcoz: dato che il Suo “avvertimento” risale ad almeno tre mesi fa, ha avuto seguito nei giorni successivi, è stato poi sospeso ed è rientrato in vigore pochi giorni fa, prima, e non dopo, qualche mio commento indesiderato.

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  2. Di cosa dovrei chiedere scusa? Mica ho accusato qualcuno di essere un ladro, uno sfaticato, un parassita della società o peggio ancora uno che ha respirato aria di mafia. E’ una mia legittima opinione sul presunto senso dell’umorismo da parte di qualcuno e come tale si è liberi di non condividerla.

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    1. “Ti segnalo un altro caso umano: Marcoz che è convinto di fare satira di costume irridendo le vittime senegalesi di Firenze.”

      Per il caso umano, transeat (in fondo, siamo tutti casi umani e ci sta), ma che io irrida ai morti è decisamente fuori luogo.
      D’altro canto io mica dico che il jazz è una musica che fa schifo solo perché non lo capisco.

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      1. “Tuttavia, a un senegalese che si trovasse a giocare contro un cinquantenne con simpatie per ambienti di estrema destra, ne sconsiglio l’utilizzo. È mossa d’effetto, ma può indispettire.”

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      2. Questo copincolla richiederebbe una replica esplicativa a livello di “tu Tarzan, io Jane”, che sarebbe davvero troppo umiliante. Davvero la si richiede?

        (ometto volutamente di specificare umiliante per chi)

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    1. Oddio… sudore nella norma… battito cardiaco regolare… mi pare di essere calmo.
      Comunque, quello che avevo da dire l’ho detto con dovizia di dettagli e posso pure congedarmi.

      Buon scampolo di domenica

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      1. PS: resta inteso, al di là di tutto, che Lei è nient’altro che un povero cafone, dal momento che ha paragonato ad un tacchino il titolare di questo blog che l’ha sempre ospitata con cortesia e pazienza. Ora, visto che ha già portato via di qua le Sue carabattole puzzolenti può andare definitivamente a fare in culo, sig. marcoz.

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  3. “Questo copincolla richiederebbe una replica esplicativa a livello di “tu Tarzan, io Jane”, che sarebbe davvero troppo umiliante.”:

    Nessun problema, sig. marcoz, Lei continui pure a fare la parte di Cita.

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  4. “Allo stesso modo, nel mio primo commento…Inoltre, non è molto chiaro quale sarebbe il mio speculare del mio cinismo? Quale sarebbe il mio “guadagno”: forse, qualche commento o apprezzamento sul mio blog?”:

    A parte il fatto che il Suo primo commento era, come ha detto Lei, pretestuoso, quindi assolutamente fuori luogo, più che mai in un frangente come quello della strage di Firenze, Lei sa benissimo che il punto in discussione era il Suo secondo commento, sig. marcoz: può fare lo gnorri con Sua zia, ma non con me, sappiamo entrambi benissimo che il Suo “guadagno”, nel vergare certe caccole non è certo quello di “suggerire ironicamente…”, eccetera; ma quello di provocare, cioè di ottenere in chi legge le suddette caccole sconcerto, fastidio, irritazione, sdegno e così via, e compiacere così il Suo povero ego. Non la invidio per niente, sig. marcoz.

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      1. Thorgen, credo che sia il caso di non rispondergli più. Marcoz, se vuoi essere mio ospite ti devi comportare in maniera corretta. Per questa volta faccio finta di non aver letto alcuni commenti il cui contenuto è d’infimo livello paragonabile a quelli che scrivono i tuoi compari. Se la prossima volta dovessi comportarti in modo che reputo poco corretto, sai benissimo cosa ti accadrebbe. Considerati perdonato, però ti consiglierei di non tirare troppo la corda. Una volta tanto impara ad accettare le critiche e di rispettare chi non la pensa come te.

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  5. “Forse che le modalità e i tempi, riguardo la gestione del mio blog, non mi appartengono più in via esclusiva?”:

    Anche una grave forma della sindrome di Alzheimer, se per questo.

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