Le Confessioni di un italiano (Ippolito Nievo)

 

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    • Pubblicato postumo nel 1867 con il titolo Le Confessioni di un ottuagenario (Nievo era scomparso nel 1861 causa naufragio del piroscafo Ercole[cfr. L’Ercole Farnese, tratto dal libro di S.S. Nigro ,Il Principe fulvo il cui incipit è : “Qui si vive in pieno seicento col barocchismo, le raffinatezze e l’ignoranza di allora.” Lettera di Ippolito Nievo alla madre. Palermo, 24 giugno 1860]), Le Confessioni di un italiano è il “vero” romanzo dell’Unità d’Italia. Opera complessa e affascinante, che ha come protagonista Carlino Altoviti, la cui figura è ispirata a quella del nonno materno Carlo Marin, che narra le sue avventure in prima persona avendo vissuto direttamente il trapasso della mai amata e conservatrice Repubblica di Venezia per poi partecipare successivamente agli avvenimenti della Repubblica partenopea del 1799 sino a concludere il suo processo di formazione con la rivoluzione del 1848. Romanzo di nicchia, poco conosciuto dal grande pubblico, le Confessioni, oltre ad essere un romanzo straordinario nel quale appaiono personaggi indimenticabili (tra questi la Pisana, uno dei personaggi femminili più belli della letteratura italiana del XIX secolo), sono uno straordinario documento storico per comprendere le cause storiche del declino irreversibile della Serenissima Repubblica di Venezia e del particolarismo degli Stati italiani, nonché della nascita del sentimento nazionale e del futuro stato italiano che avrà come protagonista lo stesso Nievo durante l’impresa dei Mille.

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