Anand si riconferma per la terza volta Campione del mondo

Il GM indiano Viswanathan Anand ha sconfitto al tie break lo sfidante il GM israeliano Boris Gelfand e, grazie a questa vittoria, è riuscito a difendere miracolosamente un titolo che gli stava sfuggendo di mano. Non c’è alcun dubbio che il forte GM indiano sia degno del massimo alloro (non è stato certo facile difendersi dagli attacchi di giocatori del calibro di Kramnik, Topalov e dello stesso Gelfand), c’è da dire però che il gioco espresso dal campione del mondo non ha convinto del tutto.  In fase di apertura e di mediogioco non ci sono state grandi novità perché  i due giocatori hanno puntato a non scoprirsi più di tanto; difatti  al momento opportuno entravano in varianti tranquille nelle quali hanno liquidato i pezzi per arrivare a finali teoricamente patti. Il numero di patte è stato particolarmente elevato e i motivi sono tanti; sicuramente tra questi vi era  la meticolosa preparazione avvenuta nei duelli teorici. Gelfand ha retto bene l’impatto emotivo con il match, sembrava che sarebbe stato capace di fare il colpaccio (non è la prima volta che avvengono simili sorprese, basti pensare alla sorprendente vittoria avvenuta nel 1935 contro tutti i pronostici da Max Euwe nello scontro con Alekhine e dello stesso Alekhine contro l’allora invincibile Capablanca nel 1927). Sembrava fatta per Gelfand alla settima partita dopo la bella convincente vittoria, invece, al momento decisivo quando avrebbe dovuto amministrare il vantaggio, non ha retto la tensione ed ha buttato un meritatissimo vantaggio (la settima partita vinta da Gelfand contro Anand è sicuramente una delle più belle degli ultimi 10 anni disputata in un match mondiale).  Se nella settima partita si pensava che Anand fosse ormai spodestato, nell’ottava drammatica partita  Gelfand si suicida in 17 mosse permettendo al Campione del Mondo di recuperare e di salvare un match che sembrava ormai definitivamente compromesso . A quel punto credo che Anand non avrebbe avuto problemi a conservare il titolo e così è stato. Tutti sanno che nelle cadenze veloci Anand ha una marcia in più e che questo lo avrebbe avvantaggiato nel prosieguo del match. 

Per quanto riguarda le aperture, Anand ha dimostrato di trovarsi a proprio agio sia con l’apertura di Re (1 e4) che con quelle di Donna (1 d4) mentre Gelfand con il Bianco è il classico giocatore da 1 d4.  Ci sono stati duelli teorici nelle partite slave  e semislave (stranamente non si sono viste varianti di Merano o Botvinnik che magari avrebbero soddisfatto il gusto dello scacchista più esigente) nelle Grunfeld, nella Est-Indiana e nella Nimzo-indiana. A 1 e4 Gelfand ha risposto con la difesa siciliana utilizzando come arma di controgioco la Sveshnikov (non a caso Anand ha preferito giocare nelle partite successive la variante Rossolimo, perché probabilmente non si sentiva di affrontare l’insidiosa Sveshnikov).

La formula del match: è ovvio che  lo sviluppo informatico ha definitivamente cambiato le vecchie regole. Mi riferisco in  particolare a quelle della sospensione della partita e della mossa in busta ormai improponibili. Oggettivamente un match in 12 partite a cadenza normale 4 a cadenza rapid e le rimanenti a cadenza blitz lasciano perplessi. In passato, se si escludono gli interminabili match di Karpov negli anni 70 e 80 contro Korchnoj prima e Kasparov poi, la migliore cadenza era quella classica con 24 partite nelle quali alla fine emergeva il vincitore e, in caso di pareggio il titolo rimaneva al detentore. Il tentativo da parte della FIDE e del suo discutibile Presidente di spettacolarizzare il gioco con connessioni in diretta e così via non ha portato interesse al di fuori degli addetti ai lavori, tanto è vero che solo in rarissime occasioni la stampa non specializzata ha parlato del match (inutile fare gli impietosi confronti con il 1972 di Spasskj-Fischer e con i match tra Karpov e Kasparov). Cosa inventerà la FIDE e soprattutto di fronte ad una nuova generazione di giocatori agguerriti ed emergenti quali Aronian, Morozevich, Carlssen e, perché no, il nostro Fabiano Caruana, come li indurrà a partecipare ai prossimi cicli mondiali? Che soluzioni propugnerà? Non sarà facile  dare una risposta in tempi brevi, una cosa è certa. Anand è campione del mondo, ma nel rating mondiale il primo è il norvegese Carlsen