Uno splendido articolo di Marramaquis

Ho chiesto il permesso all’amico scacchista Marramaquis di pubblicare un suo interessantissimo articolo dedicato alla candidatura di Kasparov come prossimo Presidente della FIDE pubblicato sul blog Soloscacchi. L’articolo è di ottima fattura. c’è una bella sintesi della storia della FIDE, dei suoi Presidenti e di coloro che l’hanno rovinata da Campomanes sino a Ilyumzhinov noto a tutti per la sua visita a Gheddafi nel periodo in cui era scoppiata in Libia la guerra civile che porterà alla fine politica ed umana del dittatore libico.
Diamo la parola a Marramaquis e auguro ai lettori una buona lettura.

FIDE 2014: la variante Kasparov

Marramaquis
Garry Kasparov, il più “occidentale” di sempre dei campioni russi, per molti il più forte giocatore di scacchi di ogni epoca, torna a muovere le sue pedine.

In una recente intervista alla “Frankfurter Allgemeine Zeitung” egli ha attaccato duramente l’attuale presidenza di Kirsan Ilyumzhinov (in carica dal 1995), non escludendo che alle prossime elezioni, che si avranno nell’agosto 2014 a Tromso, in Norvegia, in concomitanza con le Olimpiadi, possa presentarsi personalmente candidato.

“Questa volta non falliremo, abbiamo il dovere di togliere di mezzo Ilyumzhinov, un Presidente che agli scacchi sta solo causando gravissimi danni. Molte aziende e paesi non vogliono avere niente a che fare con uno che è, o è stato, buon amico di gente come Assad, Saddam Hussein e Gheddafi”.

Non è un caso che proprio nelle ultime settimane sia apparso, sul sito della FIDE, un articolo su una visita di Ilyumzhinov in Siria. Nelle fotografie a corredo di tale pezzo (si è nelle scuole di Damasco) troneggiano, in verità un po’ troppo ostentatamente, grandi quadri con l’immagine del molto discusso dittatore siriano

In breve un poco di storia

Il primo presidente FIDE fu l’avvocato olandese Alexander Rueb, che la guidò per un quarto di secolo (1924-1949). Gli successe un altro avvocato, lo svedese Folke Rogard (1949-1970), quindi un altro olandese, l’ex campione mondiale Max Euwe (1970-1978), l’islandese Fridrik Olafsson (1978-1982), finalmente fu la volta di un non-europeo, il filippino Florencio Campomanes (1982-1995), già buon amico del famigerato dittatore Ferdinando Marcos (forse un vizio dei Presidenti FIDE?) e predecessore, appunto, del russo Ilyumzhinov.

Da notare che a Campomanes rimase fino al giorno della sua morte (83 anni, maggio 2010) il titolo di Presidente onorario della FIDE, e ciò pur avendo subito, nel 2003, da un tribunale filippino la condanna a due anni di reclusione (mai scontata, peraltro) per aver sottratto dei fondi (238.000 dollari) in occasione delle Olimpiadi di Scacchi di Manila 1992.

Assai discussa, tra le altre cose, è stata, da parte di Campomanes, la gestione del mondiale di Mosca 1984-85 tra Karpov e Kasparov, interrotto senza risultato dopo 48 partite.

Nel 1999 la FIDE è stata ammessa nel CIO, un evento che avrebbe potuto rappresentare, per gli scacchi, quella decisiva svolta a livello di visibilità internazionale e mediatica che non mi pare esserci affatto stata, molto probabilmente perché non è auspicata dagli stessi vertici scacchistici mondiali.

Insomma, oggi accade che accendiamo la TV, la sintonizziamo sui canali sportivi e veniamo inondati da decine di ore di trasmissione di partite di biliardo e di poker. Degli scacchi nemmeno l’ombra, e questo non può far piacere agli appassionati come noi. Ma forse a Ilyumzhinov sì

Ricordo che nel 2006, a Torino, Kasparov sostenne, contro l’attuale Presidente e multimilionario petroliere calmucco, la candidatura di Bessel Kok, uomo d’affari olandese. Ma Kok fu sconfitto nettamente (94 a 56 voti).

Nel 2010 Garry sostenne invece la candidatura del suo antico rivale Anatoly Karpov.

Anche Karpov ne uscì malamente sconfitto (95 a 55), in parte a causa del ritardo col quale iniziò la sua campagna, in parte anche a causa del non eccelso carisma di cui gode la figura dell’ex campione moscovita, infine, è il caso di aggiungerlo appena in via dubitativa, anche a causa di quanto denunciato da alcuni dopo tali elezioni (il presidente della Federazione Inglese non ebbe timore di dire essersi trattato di una “votazione-farsa”).

Al risultato non fu, diciamolo pure, estraneo l’intervento di Arkady Dvorkovich, uno dei più potenti consiglieri del Presidente russo Medvedev, che scrisse una lettera a tutti i membri FIDE dei vari stati invitandoli apertamente a non sostenere la candidatura di Karpov.

E così Kasparov, che tentò perfino di candidarsi contro Putin (definito qualche tempo fa “un oligarca che vuol governare come Stalin”), sta ora rimuginando di tornare alla ribalta internazionale come Presidente della FIDE.

Non sarà semplice, se è vero che il calmucco ha l’appoggio degli extraterrestri (“sbarcati nel 1997 sul mio balcone”), dai quali ebbe il coraggio di raccontare, un paio di anni fa, di essere stato rapito…

Perno della sua propaganda, se il campione di Baku confermerà questo intendimento, sembra sarà l’obiettivo di inserire il gioco degli scacchi nel sistema educativo-scolastico prima ancora che sportivo, un obiettivo che è anche quello della sua “Kasparov Chess Foundation”.

Saremo curiosi di vedere se anche in questa occasione il ricchissimo Ilya saprà ancora alzare il tiro della sua contraerea per contrastare adeguatamente il nuovo rivale.

Io, personalmente, davvero non me lo auguro.

Non dimentichiamo che il 19 marzo dello scorso anno è passata a Strasburgo la Written Declaration n.50/2011 (ratificata il 15 marzo di quest’anno), con la quale il Parlamento Europeo ha fatto appello a tutti i Paesi membri affinché sia promosso lo studio degli scacchi nei sistemi scolastici.

In questa “Dichiarazione” si demanda alla Commissione Europea il compito di reperire i fondi necessari a sostenere l’introduzione di un programma di studio degli scacchi e di monitorare poi i risultati raggiunti.

Nella “Written Declaration” si afferma che “il gioco degli scacchi può migliorare la concentrazione dei ragazzi, la pazienza e la perseveranza, può sviluppare il senso di creatività, l’intuito e la memoria, oltre alle capacità analitiche, decisionali e previsionali, considerando che gli scacchi insegnano inoltre determinazione, motivazione e spirito sportivo”.

Nella Dichiarazione si sottolinea come “il gioco degli scacchi è accessibile ai ragazzi di ogni gruppo sociale” e dunque può contribuire “alla coesione sociale e a conseguire obiettivi strategici quali l’integrazione sociale, la lotta contro la discriminazione, la riduzione del tasso di criminalità e persino la lotta contro le varie dipendenze”.

La Dichiarazione chiude invitando la Commissione “a garantire un finanziamento adeguato” a realizzare il programma “Scacchi a scuola” a partire dal 2012.

“Questo è un successo storico per gli scacchi. La data del 15 marzo 2012 passerà alla storia degli scacchi come la data in cui il gioco è salito su un livello più elevato di riconoscimento da parte della società, non solo come sport ma anche come parte della formazione culturale nel mondo moderno”, si è così espresso Silvio Danailov, presidente dell’European Chess Union e grande sponsor, con Kasparov, del programma “Scacchi a scuola”.

Lo scorso anno a Bruxelles Garry Kasparov ha annunciato la nascita della sezione europea della Kasparov Chess Foundation, fondata dal Campione del Mondo e da Jan Callewaert. Operativa dal 19 settembre 2011, tale branca della Fondazione ha il fine di portare il gioco degli scacchi nel sistema educativo europeo.

In tal modo affiancherà l’opera della Commissione Europea, fornendo alle scuole i necessari “strumenti”, compresi gli insegnanti.

“È nostra ambizione realizzare il sogno di introdurre gli scacchi nelle classi, in questo modo ognuno potrà godere dei benefici che il gioco offre“, ha detto Kasparov. La Fondazione promuoverà anche lo studio degli scacchi come uno strumento di apprendimento cognitivo e organizzerà tornei e competizioni.

“Vorrei che sempre più studenti si avvicinassero agli scacchi, per scoprire quanti benefici il gioco ha da offrire. Gli scacchi incoraggiano una mente critica, richiedono intensa concentrazione e disciplina, stimolano la creatività, aiutano a risolvere problemi e generalmente creano un positivo spirito competitivo.

Il giocatore di scacchi impara anche a prendere responsabilità delle proprie decisioni” ha detto Kasparov alla conferenza di Bruxelles.

“Aspetto di stringere una forte collaborazione con le istituzioni europee per introdurre gli scacchi nelle scuole dei 27 membri dell’Unione Europea

Che sia vicino anche il momento buono per combattere, con determinazione e qualche possibilità di parziale successo, gli orribili, alienanti e violenti videogiochi? C’è da sperarlo fortemente.

L’attuale, delicato e difficile, momento economico e politico dell’Europa non consente tuttavia di essere eccessivamente ottimisti intorno ai tempi di realizzazione di tali programmi, che sottintenderebbero pure, non trascuriamo questo particolare, possibilità che si vengano a creare tanti nuovi posti di lavoro per gli scacchisti nell’ambito della didattica.

E’ evidente come una grossa spinta in tal senso, e non solamente in Europa, potrebbe derivare proprio, se le buone intenzioni saranno confermate dai fatti, da una eventuale presidenza FIDE di Garry Kimovich (Vainstejn) Kasparov

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