Omaggio a Charlie Hebdo

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14 thoughts on “Omaggio a Charlie Hebdo

  1. I giornalisti di Charlie Hebdo, tuttavia, non ci erano simpatici vivi e non ci sono simpatici morti. Il loro giornale era un concentrato di bestemmie contro cristiani, ebrei ed islamici. Questo va decisamente oltre il limite di satira ed è una forma di violenza (ovviamente, una forma di violenza verbale che va combattuta sullo stesso piano verbale e non è paragonabile lontanamente all’omicidio). Denunciati più volte, sono stati protetti dalle leggi francesi, per le quali però scrivere “frocio” è un reato di odio. È evidente che c’è qualcosa che non torna. Il nemico più grande, il pericolo imminente sono ovviamente i terroristi islamici; l’intolleranza verbale però è un frutto guasto di una certa cultura.

    Per cui non siamo d’accordo con quanto scritto da molti, che Charlie Hebdo era un simbolo della nostra libertà. Non possiamo riconoscerci in quel simbolo. La nostra libertà è il fatto che nella nostra cultura nessun tipo di contrasto o dissidio viene risolto con il sangue ed è questo il valore che dobbiamo difendere.

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  2. Se la matrice islamica dell’attacco sarà confermata e incontrovertibile, è per ben altr[e copertine] che dovremo essere riconoscenti ai morti della redazione di CH.

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      1. E tu credi a quel bigotto? Uno che dice: Il loro giornale era un concentrato di bestemmie contro cristiani, ebrei ed islamici. Questo va decisamente oltre il limite di satira ed è una forma di violenza.

        Vuol dire che non ha capito un tubo della satira.

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      2. Non è che “credo”, ho visto alcune vignette di CH con soggetti della religione cristiana, che hanno ovviamente una componente offensiva. Negarlo sarebbe assurdo. Così come è evidente l’offesa per quello che riguarda i musulmani.
        Quello che conta è la reazione e le modalità con cui si manifesta.

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      3. Sai sicuramente meglio di me che la satira ha sempre avuto la religione tra i suoi bersagli preferiti. Il problema è che non sempre chi disegna vignette di questo tipo è felicemente ispirato e talvolta accade, affrontando argomenti del genere, di farla fuori dal vaso.

        Anch’io credo che un cattolico come Parsifal non prenderebbe mai il mitra per sparare addosso ai redattori di un giornale satirico, però ti ricordo che esattamente 15 anni fa, un caso simile avvenne nella sede del quotidiano il Manifesto. Ci fu un fallito attentato organizzato da un cattolico fondamentalista, legato ad ambienti dell’estrema destra laziale, che in maniera maldestra fece scoppiare una bomba. Per fortuna non ci furono feriti, anzi, il ferito fu proprio lui, e sembra che il movente sia scaturito proprio da una vignetta satirica di Vauro che l’attentatore interpretò come blasfema.

        http://www.repubblica.it/online/politica/manifesto/manifesto/manifesto.html

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      4. Ho capito: non mi si vuol dire che valenza ha citare un fatto di estremismo cristiano a fronte dei fatti di Parigi.
        Per carità, la cosa andrebbe pure bene, se però non fossi stato invitato qui a dire la mia.

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  3. perché vuole dargli la soddisfazione che siano intelligenti, mentre con il culo sprofondato sul divano discettano di cose che non conoscono e poi per paura di ritorsioni (quanta superbia) cancellano una banale copertina…cagasotti, tranquilli nessuno vi conosce.

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