Gli stupidi scrivono

Senza capire quello che dicono

Come abbiamo scritto ieri, non c’è nessuna giustificazione alla violenza e al fascismo islamico, da molti denunciato da tempo.

Non ci risulta che le destre filofasciste europee siano favorevoli all’islam, né esistono gruppi filofascisti islamici se non nella mente di qualcuno che crede di essere un Cavaliere della tavola Rotonda e che vede nell’Islam il nemico da sconfiggere. Scatenare una Crociata in nome di Dio contro gli infedeli musulmani sarebbe il suo sogno e si spera che prima o poi scoppi una guerra di religioni, in fondo è da quasi 5 secoli che in Europa sia i protestanti che i cattolici non si massacrano più in nome di Dio, tutto per colpa dei trattati di pace di Westfalia.

Tra l’altro, il novello Goffredo di Buglione, più volte ha dimostrato, come la maggioranza dei cattolici italiani che non conoscono il cattolicesimo, di non conoscere l’Islam, di non conoscere il Corano, di non conoscere un tubo su una religione che con il fascismo c’entra come i cavoli a merenda.

Perché la parola Islam significa:

La parola – ISLAM – è un nome, che viene da un verbo ASLAMA, che vuol dire:

1- ARRENDERSI;

2- SOTTOMISSIONE;

3- OBBEDIENZA;

4- SINCERITÀ

5- PACE, viene dopo che tu hai completato le prime quattro. Quindi ci sono tutte queste condizioni nel significato del nome Islam.

http://mondoislam.altervista.org/che-cosa-significa-islam/

Ancor più divertente questo passo: Sosteniamo la libertà di espressione, ma non tutte le cose che vengono dette nel suo contesto. D’altronde vorremmo proprio vedere se, casomai un talebano avesse freddato Berlusconi perché s’era trombato una minorenne di origine islamica, quelli che oggi sono tutti Charlie Hebdo direbbero “siamo tutti Berlusconi”.

Una ipotesi stravagante per giustificare un reato commesso da Berlusconi; ma ancor più buffo questo commento nel quale l’integralismo cattolico del nostro interlocutore emerge ancora una volta.

Ecco che il nostro Torquemada che si scaglia contro i satiristi italiani [sic] colpevoli per il loro ateismo e perché non hanno avuto il coraggio di disegnare vignette contro il Profeta: Poi leggiamo interviste ai satiristi nostrani, come Vauro e Staino; tutti che sentono di dover scrivere qualcosa sulla necessità di sostenere la libertà di satira, oltre ogni limite: ma voi, che avete preso per i fondelli tutti, destra, fascisti, americani, cristiani, ebrei, com’è che non avete mai fatto una vignetta contro Maometto o i fanatici islamici? Verrebbe da pensare che siete stati vigliacchi prima e siete spudorati ora, a farvi belli con le chiappe dei colleghi morti.

Un vero e proprio anatema contro i satiristi italioti; peccato che non si accorge i essere caduto contraddizione perché in un post successivo è stato scritto: [vignetta eliminata da Parsifal con il via libera di teddy]

Cosa c’era di scandaloso al punto da suscitare le ire del censore della Tavola Rotonda?  Questo http://grognards2011.blogspot.it/2012/11/charlie-hebdo-e-la-copertina-contro-la.html

E il povero teddy è stato pubblicamente umiliato. Ben gli sta, così impara a fare il servo.

La satira di Charlie Hebdo prendeva di mira un cardinale francese ostile ai matrimoni gay, argomento che il nostro Cavaliere della Tavola Rotonda non avrà mai il coraggio di affrontare per colpa del suo bigottismo, coadiuvato in questo dai suoi compari di merende atei devoti. Chiesa e omosessualità, Chiesa e pedofilia sono argomenti tabù per il nostro eroe  perennemente impegnato nell’eterna ricerca del Sacro Graal per la salvezza della propria anima, molto meglio prendersela con i fascisti islamici [sic!], aizzare crociate in nome di Dio  e mandare ai suoi lettori questo messaggio: “Armiamoci e partite, che con Dio me la vedo Io!”

9 thoughts on “Gli stupidi scrivono

  1. Il suo è l’ennesimo distinguo che leggo e sempre mi viene in mente il banale guardare il dito e non la Luna e Vichi di CasaPound che risponde alle contestazioni.

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  2. Io non difendo chi non ne ha necessità, detto questo insisto:
    non ho detto che lei sia fascista; incidentalmente la macchietta della Guzzanti rispecchia anche [soprattutto direi io] i modi della gente di sinistra che risponde citando torti subiti fuori contesto e spesso lontani secoli o mettendo a paragone cose che non lo sono.
    Lei ritiene il fastidio per una vignetta la stessa cosa di un fastidio a cui seguono colpi di mitra?
    La prego non mi risponda che [Lei] non è comunista.

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    1. Ed io le rispondo ancora una volta che ha sbagliato bersaglio perché l’oggetto della satira di Caterina Guzzanti erano gli iscritti di Casa Pound, gruppo politico appartenente alla galassia dell’estrema destra; se lei non conosce la differenza tra l’estrema destra di Casa Pound e la galassia della sinistra italiana, vuol dire che non sa di cosa parla e che non conosce affatto la storia e la tradizione della sinistra italiana.

      Lei mi chiede se il fastidio per una vignetta sia la stessa cosa di un fastidio a cui seguono colpi di mitra; è ovvio che non è mai la stessa cosa. Ma mi lasci dire che non accetto lezioni di democrazia e di tolleranza da sepolcri imbiancati che parlano di fascismo islamico e che sognano nei loro deliri ideologici un papa guerrafondaio alla Giulio II che magari guidi l’Occidente ad armarsi per una nuova battaglia di Lepanto contro il nemico islamico.

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  3. In politica sono una sorta di daltonico: non distinguo i colori, solo le azioni.
    La battaglia di Lepanto… mi rinfreschi la memoria: chi era che attaccava e chi difendeva?

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    1. Non sono un esperto di storia militare perché non mi ha mai appassionato. Dai miei vaghi ricordi so che nel 1571 c’è stato uno scontro tra la flotta cristiana comandata da Don Giovanni D’Austria, figlio naturale di Carlo V Imperatore e quella ottomana nelle acque di Lepanto. Fu una mattanza, ma prevalsero i cristiani e la flotta ottomana per la prima volta fu duramente sconfitta. Gli effetti della battaglia furono politicamente nulli tanto è vero che l’espansione ottomana in Europa si fermò alle porte di Vienna più di un secolo dopo nel 1683, ma simbolicamente Lepanto significò per il mondo cristiano una battaglia da ricordare perché non era mai accaduto che la flotta ottomana venisse sconfitta. Braudel la cita nel suo bellissimo libro intitolato Civiltà e imperi nel Mediterraneo di Filippo II per dire che la notizia della vittoria arrivò a Madrid mesi dopo. Avrei voluto essere più preciso, ma sono argomenti che non tocco da quasi 30 anni.

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