Su Amici Miei

Storico film di Monicelli, ho trovato questa breve recensione che illustra in pieno lo spirito dei personaggi magistralmente interpretati da Ugo Tognazzi, Duilio Del Prete (sostituito poi da Renzo Montagnani), Adolfo Celi, Philippe Noiret, e Gastone Moschin : “Un gruppo di amici non più giovani a Firenze esorcizza vecchiaia e disperazione personale attraverso scherzi di pessimo gusto. Ognuno è amaro a modo suo e, mentre insieme sembrano felici, la vita di ognuno riserva incredibili ed esilaranti piccolezze.”

La morale? Personaggi declinanti* che nel tempo hanno sviluppato una concezione apparentemente cinica della vita. Ciascuno a suo modo rappresenta un preciso ceto sociale che va dal nobile altezzoso caduto in miseria, al frustratissimo architetto comunale; dal barista di paese che, quando può. cerca di fuggire dalla monotonia e da una moglie ancor più insopportabile di Santippe, ad un giornalista locale di cronaca nera che non riuscirà mai a fare carriera e che si dimostrerà  pessimo padre e pessimo marito, sino ad un chirurgo annoiato aggiunto alla combriccola perché non vede l’ora di liberarsi della moglie e del cane al primo che capita, in questo caso il fesso di turno è l’architetto.  Germi, Monicelli e  Benvenuti sono i veri eredi cinematografici della migliore tradizione della letteratura italiana e in particolare della novellistica di Giovanni Boccaccio, la vera fonte d’ispirazione del film.

Addendum: nello stesso anno in cui uscì l’ultimo grande film della Commedia all’italiana, apparve la lettura cinematografica del pasoliniano Decameron, ebbene per quanto siano diversi, sia nello stile che nel contenuto, sento più vicino allo spirito boccaccesco il film di Monicelli, sebbene sia uno dei film più pessimisti del regista toscano, superato solo da Un Borghese piccolo piccolo.

* Tipico tema monicelliano, gli antieroi come nel film i soliti ignoti, I Compagni, i due soldati della Grande Guerra, L’armata Brancaleone. Stavolta  a differenza degli altri film non esiste il riscatto o il sussulto di dignità (i vigliacchi della Grande Guerra), nel film trionfa la morte e la burla alla Ser Ciappelletto  fatta da Noiret in punto di morte al prete  e la risata del gruppo al danni del Calandrino locale, interpretato magistralmente da Bernard Blier, indica come la risata non abbia più la funzione catartica che aveva avuto in passato nei grandi film della cosiddetta Commedia all’Italiana.

7 thoughts on “Su Amici Miei

  1. Ricordavo male, il Decameron di Pasolini è del 1971 e non del 1975. Succede quando ci si fida esclusivamente delle qualità mnemoniche e non si verifica quello che si scrive.

    Mi piace

  2. Il sig.Train è uomo di riflessi pronti. Sono anni e anni che teniamo la foto degli attori di Amici Miei. Sono anni e anni che lo chiamiamo “l’uomo col basco”. A un certo punto, leggendo dei riferimenti diretti fatti da certo Manlio Pittori, il sig.Train ha, sia pure torpidamente, cominciato a capire. E si è occupato del film in chiave antiredazione (tutto quello che fa e dice è in chiave antiredazione. E pensare che siamo i suoi unici amici).
    Sig.Train, le confidiamo in un orecchio che da anni lei è il personaggio interpretato magistralmente da Bernard Blier. Se non se n’era accorto, niente di male. Adesso lo sa.

    Mi piace

    1. Nei sue fantasie malate, signor Erasmo, non mi riconosco affatto in quel personaggio interpretato da Blier.

      Visto che lei dice di ispirarsi ad uno dei personaggi di Amici miei, mi dica piuttosto a quale personaggio fa riferimento: al Conte decaduto, al primario annoiato, o al cronista di nera che è schiattato alla fine del film? L’architetto no, quello è Parsifal, l’abbiamo capito tutti.

      Mi piace

    2. Blier? In “Amici miei” Blier interpreta un vecchio babbeo sfaccendato che è affascinato dalla cricca di amici e che smania per entrarne a far parte. Poi, debitamente preso all’amo, arriva anche ad arruolarsi nella pretesa intelligence cui Celi & C. gli fanno credere di appartenere.
      Come ciò abbia a che fare con Jazztrain e con la sua relazione coi fessi di topgonzo è un glorioso mistero erasmico. Piuttosto, direi che “l’uomo col basco” sia il ritratto sputato di molti pirla imbocconi (Parsifal? Barbara? Frine? Marcoz? Myollnir? ecc.?) che fanno da arredo e corte dei miracoli a quel sordido ritrovo.

      Liked by 1 persona

      1. Al gruppo aggiungerei Marcello che tra tutti ha le physique du role.
        Tra tutti mi sembra il più adatto Marcoz, mentre gli altri contano ancor meno e sono tollerati, per non dire sopportati.

        P.S. Le do il benvenuto.

        Mi piace

      2. Giusto, giusto. Non dimentichiamo Marcello. Anzi mi permetterei di contraddirla e di proporre Marcello, anziché Marcoz, come “L’uomo col Basco d’Oro”

        Mi piace

        1. Mi contraddica pure. In effetti, ora che me lo fa notare, ripensandoci bene, Marcello sembra più adatto al ruolo. E’ pensionato, aspira al ruolo di fiancheggiatore ed ha l’età giusta per prendere il posto che fu di Bernard Blier. 😉

          Mi piace

I commenti sono chiusi.