Un po’ di memoria storica

Non guasta mai….

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Dignano d’Istria.

4 thoughts on “Un po’ di memoria storica

  1. Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi città, non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall’alito di libertà che precedeva o coincideva con l’avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle città e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidarietà né hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono già così scarsi.

    “L’Unità” – Organo del Partito Comunista Italiano – Edizione dell’Italia Settentrionale, Anno XXIII, N. 284, Sabato 30 novembre 1946

    Giusto per ricordare come qualcuno accolse chi si era salvato.

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  2. Consiglierei di leggere questo articolo di Claudio Magris, uno scrittore triestino alieno da simpatie comuniste.
    Le cito un passo: “Ne ho scritto sul Corriere della Sera, giornale di una certa diffusione, e ne hanno scritto, con ben maggiore autorità, storici e studiosi, le cui opere rigorose e precise erano e sono accessibili a chiunque desideri conoscere questa verità. In quegli articoli denunciavo, come altri ben più autorevoli di me, l’ oblio di quella tragedia e di quei crimini, l’ indifferenza, il cinismo e l’ ignoranza nei loro confronti. Sottolineavo la viltà e il calcolo opportunista di tanta sinistra italiana, che in nome di un machiavellismo da quattro soldi, destinato a ritorcersi contro se stesso, cercava di ignorare, dimenticare e far dimenticare il dramma dell’ esodo istriano, fiumano e dalmata e gli eccidi delle foibe, affinché non si parlasse di crimini commessi dal comunismo o in nome del comunismo (in quel caso, di un nazionalcomunismo). Sottolineavo altresì la pavida pigrizia diffusa a questo proposito nella classe intellettuale, ignara di quei capitoli di storia e soddisfatta della propria ignoranza. Mettevo in evidenza – come hanno fatto molti altri molto meglio di me e altrettanto ignorati – la cecità e il regressivo abuso dell’ estrema destra, che coltivava il ricordo di quelle tragedie e di quei crimini non tanto per ricordare le vittime e condannare i precisi colpevoli e complici, bensì per rinfocolare inumani e generici rancori razzisti antislavi, quegli ottusi odi antislavi che sono stati in parte all’ origine di quella tragedia patita dall’ Italia ai suoi confini orientali, che sono in parte responsabili della perdita di quelle nostre terre, che non avremmo mai perduto se il fascismo non avesse fatto la sua guerra. Il bestiale odio anti-italiano che si è espresso nelle foibe non è certo giustificato dal bestiale odio antislavo che si era scatenato a lungo su persone colpevoli solo di essere slave, così come la stragrande maggioranza delle vittime delle foibe era solo colpevole di essere italiana. Perché, sino a pochi anni fa, il dibattito politico e il battage mediatico ignoravano il dramma dei nostri confini orientali, perché, tranne che in pochi ambienti circoscritti, non si parlava delle foibe? Se i comunisti non ne parlavano per le ragioni che si è detto e se i fascisti ne parlavano solo nel loro ghetto, perché la stragrande maggioranza moderata, che oggi se ne riempie la bocca, taceva?”

    http://archiviostorico.corriere.it/2005/febbraio/01/FOIBE_SILENZIO_CHIASSO_co_8_050201001.shtml

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  3. È ovvio che lei abbia capito, perché non ammettere di aver commesso un errore? Il pezzo che ha incollato aggiunge poco: i fascisti non sono della bella gente. Beh, questo l’avevamo già accertato con l’immagine da lei pubblicata con cui lei voleva dimostrare che… cosa voleva dire?

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    1. Volevo dire che i fascisti durante il ventennio hanno perseguitato le popolazioni slave, che la guerra l’hanno cominciata i fascisti, che i fascisti hanno commesso negli anni di guerra atrocità insieme ai nazisti in Jugoslavia e che i titini, quando i fascisti sono stati definitivamente sconfitti, si sono vendicati in maniera altrettanto feroce giustiziando la popolazione civile italiana. E se vuole sapere come la penso, le rispondo che la vendetta commessa dai titini non è giustizia.

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