Una massima sull’invidia

images L'invidia.

Sagge parole….

Prima o poi a qualcuno verrà un bel coccolone.

16 thoughts on “Una massima sull’invidia

  1. Leggo sempre più divertito: Lei ha desiderato parlare dei suoi fatti privati, Lei s’è definito grande amatore, Lei ha impestato il web di Sue foto, Lei ha stoltamente esibito arti nelle quali non solo non eccelle, ma addirittura fa pena.

    1) Non ho mai parlato in pubblico di fatti privati, questa è una falsità;

    2) Ecco da cosa è scaturita la patetica farsa inventata da Erasmo, vi siete sentiti umiliati e volevate vendicarvi nel modo più squallido possibile;

    3) Pensi alle sue di foto, internet ne è pieno; non giudichi se non vuole essere giudicato;

    4) E lei in cosa eccelle, nella meschineria?

    Per la gioia dei miei lettori, continuiamo il delirio; va preso a dosi, leggerlo per intero è micidiale:

    Ancora oggi Lei non ha capito che noi si ride delle cose di cui si vanta senza alcuna ragione: come quando esibisce pietanze in mortificanti piatti di carta sporchi, su tovaglie di plastica tagliuzzata e consunta, persino in pentole e tegami buoni solo da buttare.

    Non riesco a capire tutto questo fastidio, tra l’altro non mi sono mai vantato in vita mia e non capisco questa esasperata reazione caratterizzata da una violenza verbale a dir poco eccessiva.
    Credo che sia un comportamento patologico, non vedo altre spiegazioni razionali.

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    1. L’ho trovato così com’è e non sono capace di correggerlo… in ogni caso non m’interessa, l’importante è che il messaggio giunga a destinazione.

      P.S. Per cortesia, non cominciamo una discussione infinita sul nulla, non voglio essere costretto a cassare i tuoi commenti.

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      1. Eh, è il solito problema della forma e della sostanza.

        P.S.: sia Win che Mac hanno software che permettono ritocchi elementari su immagini bitmap. Non conoscendo il primo, posso solo indicare Anteprima del mondo Apple.

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  2. noi la ringraziamo, sig.Train, per l’augurio e per la lezione di grammatica.

    Una domanda: supposto che il cartello nero non sia suo, dove lo ha trovato uno più ignorante di lei?

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    1. Signor Erasmo, lei mi ricorda tanto quel passeggero che cerca come un matto il lucido da scarpe mentre la nave sta affondando.
      S’illuda pure con questi mezzucci di spostare la questione, la compatisco..

      Un dato è certo, il vero movente del vostro livore è l’invidia, altrimenti non si spiegano i vostri comportamenti da sociopatici.

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  3. Forse invidia delle qualità di cuoco, fotografo e scacchista? Certo che no per ammissione dello stesso Train – “non ho mai detto da nessuna parte di essere un buon fotografo, né un ottimo cuoco, e nemmeno un eccellente scacchista”-
    Sarà mica superdotato?

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  4. E tuttavia, sig.Train, se lei ci accusa di essere invidiosi, dovrebbe specificare che cosa invidiamo in lei. Sia obiettivo: non è immediatamente evidente.

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    1. Perché lo chiede a me, signor Erasmo, siete voi che mi accusate di essere uno che si vanta di essere uno scacchista eccezionale (e dove l’avrei detta una cosa del genere?) un cuoco sopraffino, uno straordinario fotografo quando ho sempre detto che mi occupo di questi argomenti per puro diletto.

      Se queste cose vi danno fastidio, vuol dire che siete voi a provate invidia, non c’è altra spiegazione razionale; io non provo alcun sentimento nei vostri confronti, non comprendo da parte sua, da parte dei suoi compari e delle sue comari di merende questa violenta ostilità che considero patologica.

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      1. Perdoni, sig.Train, ma, appurato che lei non ha tutti quei meriti, che cosa ci darebbe fastidio? che lei se ne vanti? Saremmo invidiosi perché lei si vanta di essere qualcosa che non è?

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      2. Signor Erasmo, ecco cosa scrive un suo degnissimo compare di merende: Lei ha stoltamente esibito arti nelle quali non solo non eccelle, ma addirittura fa pena. Eppure nessuno Le aveva chiesto di dimostrarsi buon fotografo, ottimo cuoco, eccellente scacchista.

        Non capisco che fastidio gli dà. Lei che lo conosce bene, potrebbe spiegarmelo cortesemente?

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      3. Posso spiegarle, ma non credo che lei accetterebbe la spiegazione. Mettiamola così: leggere invidia dietro quello che scrive red.cac. è ben difficile. Quello che tutti percepiscono è: presa per il culo. Tutti lo percepiscono, meno lei, sig.Train, che quindi deve cercare un’altra motivazione, e insiste sull’invidia.

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      4. Signor Erasmo, capisco che lei deve difendere l’indifendibile, e chissà quanto le costa farlo, ma un personaggio del genere che inveisce e che esprime rozza violenza verbale non ha a che vedere con l’arte sopraffina della presa per il culo.

        E’ solo un rozzo bifolco, per giunta ignorante, che parla di cose che non conosce e non capisce pur credendo di essere un padre eterno; in realtà è un inetto perché non è capace di giocare a scacchi, non è un bravo fotografo, non conosce la musica, etc. etc.

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      5. Scusi, signor Erasmo, cosa potrebbe dire di nuovo il suo compare di merende? Farà sempre lo stesso discorso utilizzando un tono arrogante, con offese personali, insulti e volgarità (se questa per lei si chiama presa per il culo…).

        P.S. A proposito del suo a me non costa nulla; quello che lei dice mi sa tanto di balla; una delle sue tante balle, signor Erasmo, buone solo per i suoi degnissimi compari di merende

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