Il tifoso e lo sportivo

Da amante del vero sport, ho visto nei canali televisivi la bellissima partita di rugby categoria Under 20 tra Argentina e Nuova Zelanda per poi vedere successivamente la partita dell’Italia Under 20 contro l’Australia Under 20.

Nella prima partita, i mini All  Black hanno vinto a fatica contro gli strepitosi pumitas argentini, autori di una partita davvero memorabile, come dimostra lo scarto di tre punti conseguito dai neozelandesi nel finale.

Nella partita successiva, gli azzurrini, che sono partiti bene all’inizio del match andando in vantaggio nel primo quarto di gioco per 8-0, hanno subito passivamente la reazione contro la più cinica Australia, per poi perdere nettamente con il punteggio di 31-15  grazie ai gravi svarioni commessi dai nostri giocatori sia in difesa che in attacco. I wallabies  ringraziano.

Una bella serata di sport che avrebbe meritato di essere seguita da un pubblico televisivo più vasto: purtroppo siamo in Italia, paese di scarsissima cultura sportiva, composto nella quasi totalità da tifosi beoti italioti che seguono la morale del gregge da bar sport: una partita di calcio tra due squadre multinazionali di club che apparentemente appartengono all’Italia o alla Spagna.

L’archetipo per eccellenza del tifoso beota italiota è sicuramente il signor Erasmo.

In lui si incarnano i peggiori difetti del tifoso beota italiota:

1) come tutti i beoti italioti, il signor Erasmo ha una squadra del cuore: il Milan dell’ormai ex Presidente Berlusconi.

2) per lui, il tifo è una fede e il pallone tondo è il suo Dio;

3) non accetta le sconfitte; il signor Eramo è un maestro indiscusso nel cercare alibi per una sconfitta, non ammetterebbe mai davanti ad un altro beota italiota appartenente ad un’altra parrocchia calcistica, che la sua squadra del cuore ha perso perché ha giocato male.

4) Come tutti i tifosi, il signor Erasmo detesta le altre squadre avversarie; le detesta a tal punto che scrive: “Ratificato, con tanto di bandiera, che questa è la Repubblica dei Ladri.”

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Senza parole….

13 thoughts on “Il tifoso e lo sportivo

  1. complimenti per l’italiano, che è quasi a regime.
    Lei però dovrebbe rifuggire da certe ridondanze, che in passato hanno suscitato l’ilarità generale (“perdere tempo inutilmente”). Qui ne abbiamo un altro esempio: “detesta le altre squadre avversarie“.
    Peccato, perché, per il resto, era proprio un bel compitino, che le sarà costato chissà quanto lavoro di limatura.

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  2. Che vuole farci, sig.Train: imparo da lei quando discetta di gerundi e participi.
    Comunque, voglio darle un altro aiutino. Anche nel suo ultimo commento c’è una ridondanza: anzi, una doppia ridondanza. Prima di tutto, “ancor più noioso del solito” contiene due volte il concetto di reiterazione (“ancor più” e “del solito”). La prova che le consigliamo di fare è di togliere, per vedere se non ci siano parole inutili. Veda un po’: se lei avesse scritto “ancor più noioso” o “più noioso del solito” sarebbe forse mancato qualcosa agli alati concetti che voleva esprimere?
    L’altra ridondanza è, in realtà, una tautologia: un pedante sarà sempre noioso, o no?

    Bene, comunque, la sua esplicita accettazione dell’esistenza di archetipi: primo passo verso una completa presa di coscienza.

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    1. Non sono mica un fancazzista come lei, signor Erasmo.

      Non si vergogna alla sua veneranda età a fare il troll in internet, nascondendosi dietro l’anonimato? Di cosa ha paura, signor Erasmo, di perdere i pochi capelli che le sono rimasti?

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  3. Decodificato e riportato alle pendici dell’Etna: “so che faccia hai”. Ma, sig.Train, come al solito lei ha scartato l’ipotesi più ovvia, ma a lei meno gradita: che la foto sia un falso, buttatole in pasto.

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    1. Falso il suo nome, falsa la sua foto, false le storie che racconta.
      Insomma, signor Erasmo, lei vive in un mondo nel quale trionfa il falso… Forse per questo che provo pena per lei che cerca questi mezzucci per sentirsi qualcuno e non la nullità che è.

      Cosa fa di mestiere, l’imbroglione?

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  4. L’ultimo, invece, è un problema di pensiero sbandante. Il sig. Train scrive con qualche errore; Erasmo corregge; siccome il sig. Salvini ha qualche problema con la grammatica, Erasmo dovrebbe trattenersi.

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  5. Chi meglio di lei, Signor Erasmo, poteva dare una definizione così pedantesca? Lei, come il suo bigotto compare di merende appartiene più o meno alla stessa parrocchia di Salvini.

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