Lo scontro tra FIR e giocatori

Ha scatenato la stampa nazionale che ha dato ampio risalto ad una notizia di un boicottaggio operato dai giocatori sui premi partita.

L’articolo di Duccio Fumero apparso nel blog Rugby 1823 fa chiarezza

Fumero scrive qui: “Stampa che in alcuni casi non perde l’occasione per sparare ad alzo zero contro il rugby, evidenziando come i tanto sbandierati valori si scontrino contro il vile denaro e gli interessi personali. Come se loro, i giornalisti, fossero felici di lavorare per la gloria, gratis. O con titoletti quantomeno assurdi, come quel “Sport e Miliardi” de Il Fatto Quotidiano (ah, già, con l’avvento dell’euro di miliardi non si parla più neanche nel calcio, ndr.) che dimostra come il quotidiano diretto da Marco Travaglio abbia ben poca conoscenza di quanto guadagnino i rugbisti.

E quasi tutti i giornali si limitano a riproporre quello che emerge dal comunicato Fir di ieri, cioè che lo scontro è da imputarsi unicamente alla questione “premi qualificazione”. Cosa che, come abbiamo ripetuto più volte anche ieri, è quantomeno fuorviante, visto che la questione economica riguardo ai Mondiali è sola una (importante, sì, ma non unica) delle questioni sul tavolo cui Fir e G.I.R.A. non hanno trovato una soluzione. Ma, certo, puntare tutto sui soldi è sicuramente più facile. Per i giornali, ma non solo.”

Fumero nella sostanza ha ragione, i detrattori del rugby, composti essenzialmente da beceri tifosi beoti italioti, gelosi del crescente interesse che si ha per la palla ovale, sparano a zero con argomenti qualunquisti.

Non solo, ma su, viene riportata la posizione critica di Marzio Innocenti, Presidente del Comitato Regionale Veneto (la regione più rugbista d’Italia, per la gestione fallimentare del rugby italiano e del sistema Accademie, mentre il Presidente della FIR Gavazzi,  sempre su on Rugby, parla di cifre: “Sulla Gazzetta dello Sport vengono invece rivelate le cifre della proposta FIR. A renderle note è il presidente FIR Gavazzi, ecco cosa si legge: “Credo nella meritocrazia, anche nello sport. Per esempio, per provare a cambiar rotta se le cose non vanno come dovrebbero. Ciò premesso, in questo periodo mi sono più volte confrontato con Matteo Barbini, presidente del Gira, il sindacato dei giocatori. Ho rinunciato mio malgrado all’idea dei soli premi e ho proposto un compenso di 3000 euro a giocatore come gettone per nove settimane di raduno e per i tre test-match, 7000 euro a partita in caso di vittoria al Mondiale contro Canada e Romania, 12.000 in caso di successo sulla Francia e 18.000 sull’Irlanda. Il totale è di 47.000 euro, 19.000 dei quali quasi garantiti. La specifica richiesta dei giocatori per quest’ultimo pacchetto, è scesa da 29.000 a 25.000 euro. Ma non posso accettare, verrei meno al senso della presa di posizione. Per assurdo, avessero chiesto di più per gli eventuali successi su Francia e Irlanda, avrei accettato, perché avrebbero dimostrato di aver condiviso il senso della mia proposta. Questa vicenda ci fa molto male, ma sono convinto che ne possa valere la pena».

Addendum: Ne parla persino la stampa estera

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