La O di Giotto

Di solito alle 21.00 circa, sul sito FSI Arena (sito frequentato anche dal famosissimo blogger Malvino, con il quale ho avuto più volte il piacere di giocare con lui) è possibile giocare in simultanea con alcun GM, MI e MF. Consiglio di provare perché è sempre una bella esperienza giocare contro giocatori più forti e, se non hai paura di perdere (come l’hanno il signor Erasmo e i suoi compari di merende, ma non Malvino) talvolta puoi fare un bel colpaccio.

Spesso si perde  con giocatori di tale forza,  però provi delle belle soddisfazioni quando riesci inaspettatamente a vincere.

Stavolta sono riuscito a battere il fortissimo MI…. il cui nickname è Giotto.

Ieri Giotto era in forma, ha giocato contro 20 giocatori, vincendo 19 partite, ma perdendone solo una….😉

Giotto-Jazztrain

1. e4 e5 2. f4 Bc5 3. Nf3 d6 4. Nc3 Nc6 5. Bb5 a6 6. Bxc6+ bxc6 7. fxe5 dxe5 8. d3 Bg4 9. Qe2 Nf6 10. Be3 Bb4 11. O-O Bxc3 12. bxc3 O-O 13. h3 Bxf3 14. Rxf3 Nd7 15. Raf1 Rb8 16. Rg3 g6 17. Bh6 Re8 18. Qf2 Qe7 19. h4 Rb2 20. h5 Reb8 21. hxg6 hxg6 22. Rf3 f6 23. Rg3 Kf7 24. Bg5 Rb1 25. Rxb1 Rxb1+ 26. Kh2 Ke6 27. Bh4 Qh7 28. Rh3 Qf7 29. Bg3 f5 30. Qa7 Nf6 31. Rh4 Ng4+ 32. Rxg4 fxg4 33. Qf2 Qxf2 34. Bxf2 Rb2 35. Kg3 Rxc2 36. c4 Rxa2 0-1

Giotto ha cercato d’imporre il suo gioco, adottando il classico Gambetto di Re, la variante da me scelta (Gambetto di Re rifiutato) non è la migliore per tentare di contrastare una delle aperture più dinamiche che il Bianco ha a sua disposizione quando gioca la classica Apertura di Re (i e4).

Secondo il GM Gallagher (uno dei maggiori esperti al mondo di questa antica apertura) il modo migliore per il Nero di “confutare” il gioco del Bianco sarebbe quello di accettare il gambetto e di giocare con attenzione se si vuole sopravvivere au tumultuosi attacchi del bianco, però, contro un giocatore preparato è facile che i tipici attacchi che hanno reso famosa questa apertura (le immortali partite giocate dai giocatori romantici della metà del XIX secolo) possano andare a segno;  non puoi concedere ad un fortissimo giocatore come Giotto una simile possibilità, al 90% potresti essere travolto se non giochi le mosse migliori con il Nero e se non fai attenzione alle sue minacce, a meno che non abbia la forza di Shirov che con il nero riuscì a demolire in poche mosse una variante giocata con il Bianco dal GM Fedorov uno dei pochissimi giocatori moderni che sino a qualche anno fa utilizzava questa apertura nei tornei internazionali.

Durante la partita non ho avuto particolari problemi in apertura  perché sono riuscito a contenere  l’iniziativa del Bianco, grazie a semplici mosse di sviluppo.

Nel Mediogioco mi accorgo che l’unica possibilità di controgioco che ho, se non voglio subire passivamente il gioco del mio avversario, è quella di sfruttare la colonna B, cercando di resistere il più possibile alle minacce che Giotto sta preparando nella mia ala di Re.

Difendendomi con ordine, e cercando di prevenire il più possibile i suoi assalti, cerco di piazzare al meglio i miei pezzi (le torri nella colonna b  per creare minacce sull’ala di donna del bianco, mentre il cavallo, la donna e Il re  difendono strenuamente i punti deboli dalle continue minacce di Giotto) per tentare un eventuale controgioco.

Alla 35 mossa, Giotto gioca una mossa che si rivelerà inesatta. Infatti aveva erroneamente pensato di avere ancora in mano le redini del gioco e, come spesso accade a chi fa valutazioni sbagliate dal punto di vista strategico-posizionale, Giotto si ritrova in svantaggio secondo la migliore tradizione dell’apertura di Re (credo che l’errore decisivo di Giotto sia stata la sortita della sua Regina nella mia ala di Donna alla trentesima mossa).

La sua inesattezza permette al mio Cavallo di rientrare in gioco (nelle posizioni chiuse il Cavallo è più forte dell’Alfiere) con effetti decisivi;  “di punto in bianco” (scusate il gioco di parole), il bianco si è trovato a fronteggiare minacce di matto  che gli avevo subdolamente preparato.

Giotto, preso di sorpresa, commette altri piccoli errori, sino a quando, per evitare le continue minacce di matto è costretto a cedere la qualità (Torre per il Cavallo) ma ormai il nero si trova in vantaggio decisivo: Giotto per evitare di subire lo scacco matto è costretto a cedere materiale,  trovandosi poi a dover disputare un finale di partita a lui inferiore;  il sacrificio di qualità non gli ha permesso di pareggiare il gioco, grazie all’attività della mia torre che fa strage di pedoni avversari, mentre il suo Alfiere camposcuro è passivo e non riesce a rientrare in gioco. Sportivamente Giotto, avendo capito che avrei portato in promozione senza colpo ferire un pedone libero vincendo facilmente la partita, invece di intestardirsi in una inutile resistenza, sportivamente abbandona….

4 thoughts on “La O di Giotto

  1. Pensare che glielo abbiamo detto tante volte: con gli scacchi non si acchiappa. Ma lui, duro. Continua a provarci.
    Adesso poi che un certo Giotto gli ha fatto vincere una partita, il sig.Train non capisce più niente. Ha cominciato con un lunghissimo pippone autoincensatorio sul deserto blog: e si aspettava folle di ammiratori, ma soprattutto ammiratrici, a congratularsi con lui. Passano le ore: nessuno si fa vivo, neppure un reggicoda canuto e claudicante. A un certo punto, il sig.Train decide una sortita, e va dal Dottore con una scusa imbarazzante, per mettere il link al suo post. Astuta pensata, perché un pesce abbocca, e per di più donna, e per di più con un nome francese: una certa Olympe, di cui il sig.Train non sospettava l’esistenza. Il sig.Train, esauriti gli effetti di un’imponente e subitanea erezione, va nel blog della signora, lanciando questa esca, che a noi non pare molto appetitosa:

    Bene, sig.Train. A conclusione di questo ennesimo episodio, vorremmo ribadirle 3 concetti già abbondantemente chiariti nelle lezioni di acchiappo:
    1.Con gli scacchi non si acchiappa
    2.Con gli scacchi non si acchiappa
    3.Con gli scacchi non si acchiappa

    Non sappiamo se adesso sia chiaro. Per consolarla, e senza rivelare l’età delle signore, la informiamo che la sig.ra Olympe ha parecchi anni più di lei.

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    1. Signor Erasmo, cosa vuole che me ne importi della signora in questione?

      L’unica cosa che trovo divertente è che a lei ed ai suoi compari di merende vi brucia da morire.
      Prendete esempio da Malvino, lui gioca spesso con me ed è un signor avversario!

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