I 10 romanzi da portare…..

Quali romanzi portereste con voi, se foste in un’isola deserta?

Io porterei questi:

1) Delitto e Castigo: Fedor Dostoevskij;

2) Moby Dick: Herman Melville;

3) Orgoglio e Pregiudizio: Jane Austen;

4) Cime Tempestose: Emily Bronte;

5) I Malavoglia: Giovanni Verga;

6) I Viceré: Federico De Roberto;

7) Canne Al Vento: Grazia Deledda;

8) On The Road: Jack Kerouac;

9) Le Confessioni di un italiano: Ippolito Nievo;

10) Il Gattopardo: Tomasi di Lampedusa.

20 thoughts on “I 10 romanzi da portare…..

  1. Signor Erasmo, cosa farnetica? Sono libri che ho letto da tempo immemore.
    Lo sa qual è il mio personaggio preferito tra tutti i libri testé citati?
    Raskolnikov, e se non ci crede, potrei venire a casa sua per dimostrarle direttamente cosa fece alla vecchia usuraia. 🙂

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    1. Signor Erasmo, stiamo parlando di classici della letteratura, non di giornaletti pornografici con i quali lei si è formato nella sua tristissima adolescenza.

      In ogni caso, visto che è morbosamente ossessionato dal sesso, si legga il capolavoro di D. H. Lawrence L’amante di Lady Chatterley. oppure On The Road, lì il sesso lì non manca, ma se a lei il jazz non piace, come può piacerle la tecnica di scrittura di Keruoac che è di ispirazione jazzistica?

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      1. “La tecnica di scrittura di Keruoac”. Quindi lei lo legge in inglese.
        Visto che è un raffinato anglista, controlli lo spelling di Lady Chatterley.

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  2. Corretto signor Erasmo, però vorrei che non fosse così indulgente con i suoi compari di merende quando commettono strafalcioni (cosa del tutto normale con la tastiera).
    Non amo quelli come lei che adottano due pesi e due misure per malevolo stronzismo.
    Signor Erasmo, ho fatto Giant Steps in inglese, tra l’altro conosco molto bene chi è veramente esperto di letteratura angloamericana, non le dico chi è, le dico solo che non è un millantatore come lei.

    P.S. Come fa a capirlo se il linguaggio di Keruoac è ispirato al Bebop…Sa cos’è il Bebop signor Erasmo?

    Questo è il Bebop, e Charlie Parker era il profeta di Jack Kerouac…

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  3. Sig.Train, lei è un grande asso del doppiopesismo, per esempio quando stigmatizza l’anonimato solo in chi le sta antipatico, mentre lo accetta nei suoi (supposti) amici.
    Quanto all’inglese e ai suoi giant steps, lei non ha risposto alla domanda: lo ha letto in inglese, On the road?

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    1. Signor Erasmo, non faccia l’ipocrita, lei fa attacchi personali a me, nascondendosi dietro la tastiera.

      Non gioca ad armi pari con me, perché io non so cosa fa, che faccia ha, e che lavoro fa; mentre lei sa di me quello che faccio perché non ho nulla da nascondere; lei invece non fa altro che spiarmi dal buco della serratura perché è un pusillanime, un cagasotto che non ha il coraggio di esporsi in prima persona.

      Vuole sapere se l’ho letto in inglese, le rispondo di no. So da chi è più preparato di lei perché è competente in letteratura americana, le tecniche adottate da Kerouac, basti prendere alcuni passi significativi e spiegarli.

      Se lei si sente un padreterno perché lo legge in american english, mi deve spiegare come mai non conosce la tecnica di Keruoac che è ispirata a quella jazzistica e in particolare a quella del Bebop di Charlie Parker; altrimenti non avrebbe potuto scrivere di getto e sotto l’effetto della benzedrina il suo romanzo.

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  4. E’ lei che è scorretto Signor Erasmo, io ho detto di non adottare due pesi e due misure riferendomi alla sua indulgenza riguardo gli strafalcioni dei suoi compari di merende, e lei ha risposto con un altro esempio che non c’entrava un tubo, accusando me di essere campione di doppiopesismo, con lo scopo di deviare il discorso, tecnica nella quale lei è abilissimo.

    Lei è scorretto, signor Erasmo, lei è in palese malafede, non io.

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  5. Vede, sig.Train, lei conia sempre regole ad personam. La sostanza è: le regole valgono solo per gli altri, non per lei o i suoi (supposti) amici

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  6. Ecco, signor Erasmo, tra un po’ andrò a mare e a farmi un bel bagno alla faccia sua, e quando sarò a mollo godrò nell’immaginarla schiattare dal caldo come un povero fesso, visto che abita a Milano.

    Bye Bye fessacchiotto.

    JT

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