Luoghi comuni

Citazione dal Foglio di oggi:
“C’è una parte di me che considera
calcisticamente perfetta una partita
in cui la tattica annulla le emozioni, gli
schemi imbrigliano la fantasia e il compito
eseguito alla perfezione dai giocatori
impedisce ogni sorpresa. Ma quella parte
di me sa anche che se il calcio fosse questa
cosa qui allora i palazzetti delle sfide
di scacchi sarebbero pieni. Invece non se
li caga nessuno, gli scacchisti”.

L’anonimo articolista del Foglio, un brogliaccio fondato  da un ex comunista folgorato sulla via di Damasco dal craxismo prima  e dal berlusconismo poi e finanziato con soldi pubblici per assoluta mancanza di lettori, scrive amenità che rivelano scarsa conoscenza di un mondo  particolarmente complesso come quello del nobil giuoco degli scacchi.

Già leggendo simili sciocchezze, ci si rende conto della scarsa attendibilità del giornalista, che  parla di argomenti  che non conosce; costui non sa che il gioco degli scacchi la cui diffusione è planetaria, ha nel nostro paese un seguito di circa 12.000 iscritti, tra cui il sottoscritto, alla Federazione Scacchistica Italiana, federazione che fa parte del CONI ed è ufficialmente riconosciuta dalla FIDE che poi sarebbe la Federazione Scacchistica Internazionale e che grazie all’effetto Fabiano Caruana ha avuto una forte crescita (non parliamo poi della crescita dello scacchismo femminile).

Chi non è addetto ai lavori non è in grado di comprendere un gioco, la cui estrema complessità,  per non parlare della la difficoltà a capire i sistemi di gioco (aperture, mediogioco e finale) non è da tutti.

Ve lo immaginate un beota tifoso italiota costretto a dire chi dei due giocatori è in vantaggio? Al massimo può dire: quanti gol ha segnato (!); ve lo immaginate un ultras che fa il tifo in un luogo ove esiste un religioso silenzio durante i match ?

E’ ovvio che i beoti tifosi non capiscono ed è altrettanto ovvio che  disprezzano per ignoranza un gioco che non  conoscono.

 

Addendum: Non ricordo con precisione ma mi pare che una tizia diceva che il maggior numero di Grandi Maestri  di scacchi si trova in Israele. Ebbene, costei ignora che i Grandi Maestri Israeliani provengono tutti dai paesi dell’ex URSS e che hanno deciso di vivere lì per motivi religiosi.

Addendum2: Chissà cosa direbbe costei nel sapere che grandi campioni del presente e del passato erano ebrei? Ne citiamo alcuni: Lasker, Steinitz, Botvinnik, Tal, Fischer, Karpov e Kasparov per citare solo alcuni campioni del mondo.

Addendum3: 12mila sono in effetti più o meno gli appassionati dell’hockey su prato nel Novarese o del pallone elastico ad Alessandria e dintorni.
Ma soprattutto, la invito a riflettere su quello che Lei chiama effetto Caruana: proprio come i beoti italioti calciofili,   in Italia diventano tutti appassionati sfegatati di Tennis quando c’è Panatta che se la gioca con Borg, di sci quando c’è Thoeni, di vela quando c’è Luna Rossa, di moto quando c’è Valentino Rossi. E, stando alle sue parole, di scacchi quando c’è un Caruana (che oltretutto mi pare italiano come, ai suoi tempi, Marcello Fiasconaro). Non mi pare un seguito di cui vantarsi.

C’è gente che parla senza conoscere i fatti, ne conosce solo la superficie e parla per sentito dire; prima dell’avvento di Caruana nel nostro paese, in Italia avevamo solo due GM: Mariotti e Godena. Da quando Caruana è cresciuto scacchisticamente in Italia partecipando più volte al Campionato Italiano, alle Olimpiadi e alla Mitropa Cup, il livello dei giocatori italiani è cresciuto parecchio: in questi anni Vocaturo, Brunello,  Dvyrnyy (è italianissimo, non si preoccupi), Rombaldoni, Mogranzini solo per citarne alcuni hanno ottenuto il massimo titolo di  Grande Maestro, solo dieci anni fa una cosa del genere sembrava impensabile nel nostro paese e tutto grazie ai successi internazionali di questo giocatore che ha fatto da traino al nostro movimento.

P.S.  ugualmente non seguo gli scacchi, coi quali mi dilettavo sino circa ai 14-15 anni.

Però si permette di giudicare, il che è anche peggio.

 

13 thoughts on “Luoghi comuni

  1. Però si permette di giudicare, il che è anche peggio.
    Lei, invece, quando ha giocato l’ultima partita a calcio o bazzicato uno stadio?
    Però si permette di giudicare.

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    1. Si, sostengo la tesi che il tifoso non è un vero sportivo e che il tifo non ha a che vedere con valori etici e agonistici dello sport.

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