Ricevo e volentieri pubblico

myollnir ha detto:

Vedo che spende parecchie energie nel cambiare tutti i giorni la grafica del suo blog.
L’effetto fade-out dei commenti è voluto? Perché quelli più in basso sono pressoché illeggibili. Potrebbe essere una accorta strategia per evitare le repliche.

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  1. La ringrazio per la visita, le dico solo che
    non ho sprecato molte energie per sapere chi è lei, dove vive e che mestiere fa.
    Sospettavo che si occupava di medicina ma non immaginavo che si occupasse di neurologia e che lavorasse in Piemonte.

    P.S. Nulla di personale, mi piace smascherare i troll.

32 thoughts on “Ricevo e volentieri pubblico

  1. Devo ammettere che, per essere un mortorio quanto a contenuti, questo blog è molto movimentato. Ne deduco che i contenuti siano un pretesto per oscure manovre sotterranee che non hanno nulla a che fare con quanto accade in superficie.

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  2. Almeno lei lo riconosce che è un blog privo di qualsiasi pretesa e che lo gestisco solo per il mio divertimento personale. Non capisco perché la maggior parte dei fannulloni della blogosfera lo prendono di mira. Ci sono blogger che hanno blog più interessanti del mio…

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    1. Non capisco di cosa si meravigli, visto che si presenta come un trollbuster: in pratica li attira, sfidandoli. E non capisco nemmeno cosa ci trovi di divertente, a smascherarli. Manco fosse una caccia al tesoro.

      P.S. Io frequento il suo blog per dare un’occhiata alle sue foto e per ascoltare alcuni dei brani che mette. Come vede, non ho grandi pretese neanche io.

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      1. In passato parlavo spesso di scacchi, gioco che continuo a praticare quando ho un po’ di tempo libero. Tra poche settimane parteciperò al prossimo Campionato Italiano a Squadre e dovrò prepararmi al meglio. Però ho abbandonato perché alla fine diventava un blog troppo tecnico e mi avrebbero seguito esclusivamente gli addetti ai lavori.

        Trollbuster? Lo faccio per legittima difesa, non come mestiere; conosco come le mie tasche il 99% dei miei molestatori e se volessi li sputtanerei in pubblico presentando le loro facce con nome cognome, indirizzo etc.. Non ne vale la pena, sono solo dei vecchi bimbiminkia.

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        1. Legittima difesa?! Addirittura! Se fosse una questione di vita o di morte, al posto suo avrei lasciato perdere il blog da un pezzo, roba da guastarsi il fegato. E fatico ad immaginare gente adulta che si diverta a nuocere intenzionalmente a qualcuno. Posso capirlo fino a 30 anni, toh, poi ti deve essere successo qualcosa per forza, per farti rinsavire. E’ proprio sicuro che siano adulti? Se è così, sono messi parecchio male e non posso che provare un moto di profonda compassione per le loro mogli e fidanzate, augurandomi che li cornifichino abbondantemente. A cominciare da quelli che postano culi. A proposito, per associazione, sa che il signor marcoz si è messo a censurarmi?

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          1. Nonostante i malanni di stagione che mi hanno tormentato in questo periodo, non ho mai avuto problemi di fegato. Il motivo è ovvio: le calunnie a me rivolte sono del tutto prive di fondamento; la cosa che più mi stupisce è l’acredine di questi personaggi ultrasessantenni che trascorrono la loro inutile esistenza solo per gettarmi fango addosso. Posso capire questo comportamento da cyberbulli a 15 anni, lo trovo patetico da personaggi che ne hanno quasi 70 e che si comportano da adolescenti immaturi.

            Su Marcoz: non lo sapevo, ma non mi stupisco, vuol dire che non è capace di gestirla. e non può fare i suoi patetici giochetti.

            A proposito, lo sa come ho avuto la foto di Marcoz? Ho scoperto casualmente che lui ed un altro tizio mi spiavano.

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            1. Mah, guardare il profilo pubblico di LinkedIn non lo definirei spiare; soprattutto se chi va a vederlo, il profilo, sa che il software comunica all’interessato che qualcuno lo sta… spiando.

              “vuol dire che non è capace di gestirla. e non può fare i suoi patetici giochetti.”
              Avevo chiesto gentilmente di usare un nickname anziché “Anonimo”, JT, ma senza trovare spirito di collaborazione.
              Nessun giochetto, quindi (che poi mi piacerebbe sapere quali sarebbero, i miei giochetti).

              P.S.: e comunque si continua a usare il termine censura a cazzo di cane, come al solito.

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              1. Ed io ti avevo chiesto a suo tempo di non permettere ad Erasmo di commentare con il nick Signor Train, ma tu te ne sei fregato, gli hai dato campo libero.

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                1. Le due richieste sono su due piani totalmente differenti, e non possono essere messe in confronto.
                  E, a ogni modo, non è che me ne sono fregato, semplicemente non mi sono state presentate motivazioni convincenti per cui avrei dovuto farlo.

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                  1. Non fare l’ipocrita; ti ricordo che Erasmo ti ha chiesto di censurare Thorgen, e tu lo hai immediatamente accontentato.

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                    1. Non è esattamente andata così. Non ho avuto il bisogno delle esortazioni di nessuno per prendere provvedimenti: Thorgen aveva scassato gli zebedei (per i modi, non per il significato di ciò che scriveva) e ha fatto la stessa fine di S.S.

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                    2. Dava fastidio a te o al tuo amichetto? A me pareva che dava parecchio fastidio a lui. Lui ha ordinato l’editto e tu hai obbedito. Marcoz sei un quaquaraqua, sei privo di palle.

                      P.S. Il tuo amichetto ti ricatta? Ci sono segreti inconfessabili tra voi due?

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                    3. “Lui ha ordinato l’editto e tu hai obbedito.”
                      Pensala un po’ come preferisci.

                      “Ci sono segreti inconfessabili tra voi due?”
                      Non mi pare, e non saprei quali potrebbero essere…
                      Un momento, ci sono! Per caso ti riferisci a ipotetici rapporti omosessuali?
                      Nel caso fosse così, che ci sarebbe di male?

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                    4. Quindi perché sarei sotto ricatto?

                      P.S.: a parte che non c’è stata alcuna dichiarazione di essere omosessuale, da parte mia, se l’avessi fatto spontaneamente si tratterebbe di coming out.

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                    5. Non ho mica detto che sei omosessuale, ho preso atto della tua affermazione secondo la quale non ci sarebbe nulla di male se tra te e il tuo compagnetto di giochi vi sia un’amicizia più profonda.

                      E me lo chiedi? Se non lo assecondassi in tutti i suoi capricci quello sarebbe capace di vendicarsi utilizzando il metodo Boffo contro di te. Secondo me hai paura di lui e non esiste un rapporto paritario tra voi due.

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                    6. Se è per questo non ho neppure detto di non esserlo, omosessuale. Ma questo non è il punto.
                      Ancora non si capisce quali sarebbero i capricci che dovrei soddisfare, pena la prospettiva di una ritorsione che mi spaventa al punto tale da rendermi soggetto alla mercé della volontà altrui.

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            2. Cooosa?! Il sig.marcoz sarebbe ultrasessantenne?! Non sembra proprio. Però forse ha ragione, pensando alla mia teoria: chi posta culi di ventenni lo fa perché non ne vede da un bel pezzo. Se lei avesse una ventenne con un sedere favoloso che le gira tutto il giorno davanti andrebbe a cercarsi culi su internet? No, appunto. Glielo avevo scritto, al signor marcoz, ma mi ha censurata.

              Signor marcoz, non c’è una legge che mi obblighi a firmarmi come fa comodo a lei. Stando a quanto consiglia la polizia postale, poi, sarebbe preferibile evitare qualsiasi riferimento che renda rintracciabili, figuriamoci. Ciò nonostante, tutte le volte che ne ho avuto voglia, ho fatto di testa mia. Come al solito, continuerò a farlo, ovvero ad usare i MIEI dati come mi pare e piace, alla faccia sua. Se ha bisogno di rassicurazioni, vada da mamma.

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                1. E perché avrei dovuto firmarmi signor Train? Non ha attinenza con me, un simile nickname. Inoltre è di genere maschile. Non mi sono mai finta di sesso diverso, ci ho tenuto particolarmente a non millantare. Mica per niente, per distinguermi da chi lo faceva.

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                  1. Magari Marcoz l’avrebbe trovato divertente… A parte gli scherzi, deve sapere che c’è un cretino di nome Erasmo che si firma signor Train e Marcoz gli permette di fare quello che vuole.

                    Se fosse venuto da me qualcuno con un nick farlocco come signor Train lo avrei buttato fuori senza pietà e poi lo avrei sputtanato pubblicamente secondo lo spirito del trollbuster che è in me.

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                    1. A quanto pare, nessuno osa farlo: buon per lei. Quanto alle finzioni, non le ho mai trovate divertenti. Tutt’altro. Le ho sempre viste come un segno di debolezza estrema, quindi non mi riesce di trovarle divertenti. In compenso il sarcasmo lo trovo divertentissimo.

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    2. Le sarei grata se me ne indicasse un paio interessanti, di blog. La maggior parte è di una noia mortale. Trovo molto bello quello del signor Garbo, anzi, lo metto in cima alla lista: ma è insopportabile quell’atmosfera di lolitismo esasperato che fa tanto vecchietto bavoso coi rimpianti del bel tempo che fu. Non fosse per quello ci sarebbero considerazioni interessanti, splendide immagini, bei brani musicali e letterari. Insomma, il livello è alto. Poi, ad un tratto, ti compare il culo di una ninfetta, manco fosse il blog di Tinto Brass. Mah. Altrove vedo solo sdilinquimenti amorosi, cazzeggio di basso livello, noiosi resoconti di relazioni varie col fidanzato, il marito, la sorella, la madre, il padre, l’amico, ecc. che manco la De Filippi. Almeno lei, onestamente, non ambisce a fare chissà che.

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      1. Infatti, non ho pretese, parlo solo delle cose che piacciono a me e che spero che piacciano anche ad altri.

        E’ una cosa che ho sempre detto, non ho mai preteso di risolvere i problemi del mondo con i discorsi da bar utilizzando la tastiera di un PC.

        Addendum: Non so che dirle, sicuramente ci sono blog migliori del mio.

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        1. Non c’è niente da dire, infatti! Il suo blog ha uno scarso grado di interattività, fondata prevalentemente su quello che piace a lei, come giustamente afferma. Per quanto mi riguarda, posso apprezzare relativamente i brani, visto che non ho una grande conoscenza di jazz “spinto”. Di scacchi sono proprio digiuna, non ho mai voluto imparare a giocarci. Detesto per principio tutti i giochi fondati sulle strategie, in cui si parla di “avversario”: la competizione fine a se stessa mi annoia a morte. Quanto ai bar, non li frequento proprio, se non per acquistare golosità varie. Quindi non so di cosa si parli, al bar.

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          1. Chiacchiere da bar è un modo di dire: ci si riferisce a quei personaggi mediocri, bravissimi a parlare dei massimi sistemi politici al bar, che credono di avere in tasca il passpartout per risolvere d’incanto i problemi politico-amministrativi mondiali.

            Non si rendono conto che il mondo va avanti e che le loro chiacchiere da bar non hanno alcun effetto sul destino dell’umanità.

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