La parata del “rugbista”

25 thoughts on “La parata del “rugbista”

  1. Mi scureai l’OT.
    Ho lasciato un commento nel cesso tropstronzico che ti riporto qui sotto, prima che lo raschino o ne facciano strame, come assai probabile. Il “miserabile” sai bene chi sia e in ogni caso ti lascio Il link: https://topgonzo.wordpress.com/2016/03/10/pessimismo-nichilista-del-topo/#comment-51380

    “Top Ganz
    11 marzo 2016 at 12:00
    Il miserabile è davvero un’autentica merda. Definisce bullescamente “segreto” un’infame presunzione, dall’intento unicamente calunnioso e ingiurioso, che nulla ha a che fare – si badi – coll’amichevole cazzeggio, né può intendersi come qualunque altro atteggiamento se non improntato alla bile e all’odio. Per lui non c’è nulla di più infamante che la lontananza forzata dal sesso, perché evidentemente lui per primo trovasi in questa condizione e sa quanto pesi. In ciò sta l’intento calunnioso e ingiurioso del proiettarlo sul prossimo: l’odio per il fantoccio “sig.Train” è l’odio per se stesso. Perché occorrono davvero decenni e decenni di frustrazione, passati “all’ombra del rancore”, fra malsane pippe sessuali e astiose pippe mentali, per diventare così stupido e cattivo.”

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    1. Quel blog è veramente inguardabile. Passerebbe meglio il suo tempo a schiacciarsi i punti neri sul naso invece di leggere chi scrive lì. Il livello è veramente bassissimo.

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      1. Sa, S.ra S.S., io lì sono un’istituzione, un faro, anche se loro sono troppo timidi per ammetterlo e mai lo faranno. In più, loro non escono granché dalla cloaca che si sono scelti come tana. Troppo vulnerabili, per farlo. Un po’ come i suricati, povere bestiole. Nessuno così bada a loro, fatta eccezione per un pugno di frequentatori loro simili. Allora se non vado io a randellarli per bene ogni tanto – proprio dato l’infimo livello della loro condizione materiale e spirituale di cui anche lei ha colto misura – mi si intristiscono e crepano di malinconia. A me, che sono buono come il pane, piange il cuore al solo pensiero di ciò.

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        1. Capisco. Fa da vittima sacrificale volontaria, sapendo di potersi permettere di affrontarne le conseguenze. Mah, se pensa che serva a qualcosa, faccia pure. Secondo me, certa gente non è in grado di uscire dall’ovile in cui pascola. Il che, forse, è un bene per l’umanità tutta.

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          1. Lei, per quanto mi dà ad intendere, deve essere una tipica sacerdotessa dell’ “a che serve?”. L’interrogativo mi infastidiva sin da studente liceale, quando in molti mi chiedevano retoricamente: “A che serve il latino/ greco?”. E io rispondevo loro: “A che serve essere animali intelligenti, se gli elefanti e i coccodrilli vivono e dominano come è più di noi?”. Oppure: “A che serve respirare? A sopravvivere? E a che serve vivere?”. Lei pensa che tutti noi abbiamo un’idea acondivisa sul perché si viva?

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            1. Io ho detto che, se pensa che serva a qualcosa, fa bene a farlo. Io che c’entro?! Per quanto mi riguarda, in base alla mia opinione su ciò che serve o non serve, ritengo la sua una fatica sprecata, alla quale non dedicherei neanche un grammo delle mie energie e un secondo del mio tempo. In compenso, sono in grado di sprecare ore e giornate intere a tutt’altro. Insomma, ognuno scialacqua il tempo che ha a disposizione come preferisce. Mi sento di dire, dunque, che quello con la propensione al sacerdozio sia lei, non io. Io non ci penso manco lontanamente ad indottrinare qualcuno. Se è scemo, peggio per lui. E se sta nel suo bel recinto con i suoi simili, meglio così. Almeno non mi disturba l’olfatto.

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              1. Appunto dicevo. Lei – mi pareva e mi pare ancor più ora – pensa che uno debba fare, scrivere o pensare qualcosa solo se ciò serve a qualcos’altro (salvo poi perdere tanto e tanto “inutilmente” tempo col sottoscritto in pura fuffa). Se sì, credo che il suo sia un approccio sbagliato al tema esistenziale. Piuttosto angusto e deprimente, se le interessasse il mio punto di vista. Ci pensi un po’ sopra.
                Poi alcune cosette:
                1) il mio “sacerdotessa” non era inteso come pia professione, quanto piuttosto nel senso laico e pagano di iniziata, vestale, custode, guardiana, ecc.;
                2) anche il mio non è affatto un pietoso intento sacerdotale, tanto meno ho mai inteso “indottrinare” nessuno in vita mia;
                3) quanto al fatto che se uno “è scemo, peggio per lui”, non sono affatto d’accordo; anzi, trovo che gli scemi il più delle volte, specie se ignorati o considerati savi, i danni li procurano perlopiù al prossimo e solo secondariamente a se stessi.

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                1. Io penso che uno debba fare qualcosa se è convinto, LUI, che serva a qualcosa. E’ ovvio che mettersi a fare cose che si ritengono prive di senso non porta da nessuna parte. Quello che fa lei, per me, è privo di senso. per lei, no. Quindi fa bene a farlo. Anche se dovesse essere una causa persa, almeno, ci ha creduto. Io non ci credo a priori.

                  La mia allusione allo sprecare tempo non era riferita a lei, ma ad attività che sicuramente, per qualcuno, possono sembrare una perdita di tempo. In questi giorni, per dire, sto passando ore e ore a ricostruire minuziosamente la cronologia della colonna sonora della mia vita, una cosa che mi appassiona molto. Ho passato e sto passando ore sulle classifiche americane, inglesi ed italiane per collocare nel tempo brani che sono legati a precisi momenti e immagini fissate nel mio cervello. A qualcuno potrebbe sembrare tempo sprecato, per me ha senso. Quindi, convintissima, lo faccio. Di sicuro, lo trovo più gratificante che mettermi a dialogare di cazzate con la gente improponibile che frequenta il blog di cui sopra. Lei, continui pure. a me non cambia nulla.

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    1. E perché le dovrei questa premura? Le devo qualcosa? Avanza forse qualcosa da me? Pensa che io abbia obblighi nei suoi confronti? Se la mia opinione per quanto riguarda quel blog le crea problemi, è un problema suo. E’ orrendo, pieno di gente orrenda e tratta di cose orrende, lo ribadisco. Se la diverte andarci, faccia pure. Il mio compito di osservatrice di blog è concluso da un pezzo e quel che ho visto mi basta e mi avanza, al punto di non avere nessuna voglia di approfondire la conoscenza di altri. Tanto ho concluso che chi ha un blog è automaticamente uno svitato con problemi gravi di relazione; sicuramente più gravi dei miei. Di offrire la spalla su cui piangere ai complessati introversi non me ne va.

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      1. I miei, gentile Signora, sono tutti problemi miei per definizione. Non c’è alcun bisogno che lei me lo ricordi. Piuttosto, io sono venuto qui (a scrivere in questo thread, intendo) per mettere JT al corrente di una cosa e il fatto che a lei la cosa interessi o non interessi a me non potrebbe fregar meno. Lo racconti a chi normalmente ha la misericordia di starla a sentire, perché io non ho scritto il mio primo commento qui sopra per farmi squagliare le palle da una Signora Veneranda del cappero come lei. Pertanto, d’ora in avanti, faccia conto che i miei commenti, ovunque le capitasse di incrociarli, semplicemente non esistono e se ne vada pure affanculo lontano dai miei coglioni. Grazie.

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        1. Mmm, che gentleman! Ora capisco cosa ci trova, in mezzo a quelli là. E’ perfetto.

          P.S. Mi deve scusare, non sono abituata a riportare i pettegolezzi di gente di merda ai diretti interessati, la trovo un’inutile cattiveria e non sono solita accattivarmi la simpatia o l’attenzione altrui riferendo le maldicenze che la gente diffonde. E’ proprio sicuro di aver fatto un favore al signor JT? E’ ironica, la domanda: lo avrà fatto apposta per metterlo a disagio, come tutti gli untuosi di questo pianeta. La saluto, Uriah Heep.

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    1. Pure io, anche perché sono di uno spessore inesistente. E ci tengo a sottolineare che trovo le loro illazioni sulla sua attività sessuale semplicemente aberranti. Sono argomenti privi di senso se non c’è confidenza.

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      1. Nessuna confidenza con simili personaggi. Sono dei poveri psicopatici ossessionati dal sesso; chi in un modo o chi in un altro manifestano la classica sindrome del vecchio porco.

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            1. Solidarietà, JT? Dammi retta, badiscila da qui o almeno ignorale, ché questa qui – quand’anche di donna si trattasse davvero e dietro di lei non si celasse nessuno di nostra conoscenza – è affabile e solidale meno di Megera.

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        1. Questo mi manda affanculo in modo del tutto gratuito nel suo blog e per lei non è successo niente?! Non è successo niente a lei, vorrà dire. E poi mi fa il panegirico sulla solidarietà? Sa dove può mettersela, la sua? Provi ad indovinare, con uno sforzino dovrebbe riuscirci..

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