L’ultima di Brunel

Finito il 6 Nazioni, è tempo di bilanci: si sperava in una prova più che dignitosa della  nazionale dopo la tremenda batosta subita a Dublino.

Ebbene, nonostante vi sia stato a Cardiff un maggiore impegno da parte di alcuni giocatori rispetto alla precedente partita,  sono emersi tutti i limiti di una squadra che nel corso del torneo è stata costretta a modificare il reparto chiave del nostro attacco a causa degli infortuni (17 giocatori titolari infortunati) e che a poco a poco è naufragata sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psicologico.

Sarebbe puerile imputare agli infortuni le cause del disastro, al destino cinico e baro o agli errori arbitrali che in alcune occasioni hanno penalizzato la nostra squadra (si pensi alla prima meta gallese segnata in evidente fuorigioco, [fuorigioco rilevato anche dai commentatori televisivi della BBC]) ma che non assolvono affatto le responsabilità della nostra squadra, incapace di reagire alle avversità e/o di adeguarsi al metro arbitrale, come ha sempre sostenuto il commentatore rugbistico più famoso e più simpatico d’Italia: Vittorio Munari.  Non siamo beoti tifosi italioti calciofili alla Erasmo, sempre pronti a trovare scuse quando si perde una partita.

Vi sono sicuramente gravi responsabilità che riguardano l’intera gestione del movimento rugbistico italiano a partire dalla presidenza della FIR che non è stata capace di costruire una politica all’altezza del compito assegnato: la crescita del movimento e la formazione della “filiera” di giocatori che possa competere ad alti livelli contro le nazionali più forti.

Dal 2000 in poi ci si è illusi che il movimento rugbistico nel nostro paese sarebbe cresciuto per inerzia grazie allo spazio e alla visibilità che avrebbe avuto la nazionale maggiore con l’ingresso nel massimo torneo europeo .

In effetti, i 70.000 spettatori all’Olimpico ne sono la prova, nonostante le sconfitte e le scarse vittorie che sono diventate epiche nell’immaginario collettivo, vi è stato un aumento del numero dei partecipanti.

I 70.000 però sono stati una illusione: si è puntato tutto sulla nazionale senza tener conto che molti giocatori prestigiosi sono in evidente declino (Castrogiovanni e Parisse i più rappresentativi, sono in fase calante) i sostituti hanno potenzialità (Campagnaro, Sarto, Odiete, Allan, Canna) ma non sono ancora ad alti livelli, senza tener conto della base del movimento, il sale del rugby italico.

Altro grave errore è stato quello di abbandonare al proprio destino il massimo campionato italiano, definito giustamente dall’ex CT italiano Berbizier un campionato di serie C rispetto a quello massimo francese (il Top 14); per non parlare poi delle nostre squadre più forti (Benetton Treviso e la franchigia le Zebre che giocano a Parma e che a loro volta  dovrebbero essere il bacino della nostra nazionale) militanti nel Pro 12 insieme a quelle irlandesi, scozzesi e gallesi: esse  sono regolarmente all’ultimo e penultimo posto della classifica; la nostra Under 20 che proviene dal contestatissimo sistema delle Accademie non sono all’altezza delle giovanili delle squadre del 6 nazioni, e l’elenco potrebbe continuare….

Quadro desolante quello del movimento italiano, non c’è da stupirsi se giocatori prestigiosi come Dominguez e lo stesso Parisse hanno detto che si deve cambiare tutto soprattutto a livello di dirigenza.

Infine la questione Brunel: il CT italiano dopo questa partita lascerà la panchina e tornerà in Francia.  Sapremo a giorni che cosa dirà sulla sua gestione e sui suoi rapporti con la FIR. Un dato è certo: Brunel, nonostante un buon inizio, non è stato in grado di tenere in pugno la squadra, non è stato coerente nella selezione dei giocatori, e non ha saputo gestire la squadra nei momenti critici.

Chi verrà dopo di lui (sarà O’Shea? Il Presidente della FIR ha smentito, ha detto che il prossimo CT sarà una sorpresa) dovrà ridare fiducia ad una squadra in crisi di risultati, non abituata a vincere e depressa moralmente; inoltre, dovrà dare spazio alle nuove leve e occuparsi a tempo pieno di tutto il movimento a partire dai campionati minori sino al massimo…

Ce a farà? Lo sapremo a giorni quando s’insedierà, come gestirà i test match estivi e che impronta darà alla squadra.

Nel mentre vediamo gli highlights di Galles-Italia. Enjoy it!